28/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il piano della Nato di dispiegare uno scudo missilistico in difesa dell'Europa è visto come una provocazione da Pyongyang

Il progetto statunitense di sviluppare un sistema di difesa missilistico per proteggere l'Europa da un possibile attacco iraniano è "una mossa pericolosa capace di innescare una nuova corsa agli armamenti nucleari". Lo ha detto ieri, mercoledì 27 luglio, l'ambasciatore nord-coreano all'Onu, Sin Son-ho, parlando ad una seduta sul disarmo dell'Assemblea Generale al Palazzo di Vetro.

Il piano americano, che contempla lo sviluppo graduale, nel quadro Nato, dei missili intercettori entro il 2020, sarebbe per Sin niente altro che il tentativo di Washington di imporre la sua egemonia nucleare a livello globale.

Dichiarazioni, quelle di Sin, che precedono l'arrivo a New York del vice-ministro degli Esteri di Pyongyang, Kim Kye-gwan, dove incontrerà l'inviato della Casa Bianca per i rapporti con la penisola coreana, Stephen Bosworth.

La Nord Corea è uscita dal Trattato di non proliferazione nucleare nel 2003, e tra il 2006 e il 2009 ha testato diversi ordigni atomici. Cosa che ha indotto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a sanzionare il regime di Pyongyang. Condanne al comportamento nord-coreano sono arrivate il mese scorso anche dalla Shanghai Cooperation Organization (Sco).

 

 

 

 

Parole chiave: Stati Uniti, Nord Corea, nucleare, missili
Categoria: Politica, Armi
Luogo: Stati Uniti