Secondo il quotidiano pakistano The Express Tribune, Ahmed Shuja Pasha, il numero uno dell'intelligence pakistana (Isi) sarebbe volato in Cina con la missione top-secret di avvicinare ulteriormente i due Paesi e ridurre la dipendenza da Washington.
La notizia non è stata confermata da fonti ufficiali, ma si inserirebbe nel contesto di tensione diplomatica tra Usa e Pakistan. Infatti, dopo il blitz statunitense che ha portato all'uccisione di Osama Bin Laden, Islamabad ha cercato limitare gli spostamenti nel Paese dei servizi segreti americani.
Inoltre qualche settimana fa il presidente Obama aveva annunciato una pesante riduzione degli aiuti militari diretti al Pakistan; al contrario Beijing aveva dichiarato che avrebbe "continuato" a fornire assistenza completa a Islamabad.
Un ufficiale pakistano, citato da The Express tribune, ha sottolineato che l'avvicinamento con la Cina non implica necessariamente "il confronto con gli Usa". "Al momento dipendiamo molto dagli armamenti militari americani" ha aggiunto, ma anche se il contributo cinese sta aumentando, " non possiamo affrontare una rottura totale delle relazioni con gli Usa".
I due Paesi sono partner "di antica data" e la stabilità pakistana è importante per la Cina sia in un'ottica regionale, sia nel tentativo di limitare l'influenza statunitense in Asia.