Dopo le ultime vicende legate al carcere El Rodeo II, dove gli incidenti scoppiati sono andati avanti per 27 giorni, prima che la polizia riprendesse il controllo, la politica di Caracas si ferma a riflettere, cercando soluzioni a un problema, quello delle patrie galere, che da troppo tempo deve essere affrontato.
Ne è certa Iris Varela ministro per il Sistema penitenziario, che ha pronta una proposta che prevede la messa in libertà di circa 20mila detenuti, su un totale di 50mila. Il tutto come detto, rientra nella nuova strategia del ministero da lei gestito che servirà per decongestionare le carceri venezuelane che sono stracolme.
Ma chi uscirà di prigione? Secondo il ministro tutte le persone rimesse in libertà lo saranno perché corrispondono a una serie di requisiti che gli consentono di tornare liberi. "Stiamo cercando di capire e poi individuare quelle persone che potranno beneficiare di una sospensione della pena", ha detto la Varela poco prima di confermare la sua volontà di accelerare il processo di rilascio dei permessi.
Inoltre, la ministra ha deciso che una serie di privilegi debbano essere cancellati. Come, ad esempio, la possibilità per i detenuti di far dormire all'interno della struttura carceraria alcuni parenti durante i fine settimana. "Una cosa da pazzi" l'ha definita Varela. "Abbiamo strutture per 600 persone, poi ti accorgi di averne all'interno più di duemila. Figuriamoci durante i giorni di visita. Se compariamo tutto questo con la presenza e la quantità di guardie carcerarie disponibili, possiamo facilmente capire come la situazione possa diventare esplosiva" conclude la ministra.
Ma uno stop probabilmente definitivo verrà detto anche agli incentivi fiscali che vanno a finire nelle tasche di chi esercita il potere di arrestare le persone. Fino a oggi vigeva il motto 'più arresti, più guadagni', ma la ministra ha tutta la volontà per cambiare le carte in tavola. E dice sul serio Iris Varela :"Se un giudice tenta di mettermi il bastone fra le ruote durante il mio lavoro mi rivolgerò alla Corte Suprema che deciderà sul suo futuro professionale".
Le carceri venezuelane sono sovraffollate e non sempre le forze di sicurezza sono in grado di gestire eventuali proteste. Con moltissima difficoltà e solo dopo 27 giorni, infatti, la polizia è riuscita a sedare i moti di ribellione scoppiati all'interno del carcere El Rodeo II, non distante dalla capitale del Paese, Caracas, dove la capienza massima è di 1.300 persone ma al suo interno ve ne sarebbero più di 4.800.
Come detto per quasi trenta giorni più di mille persone tennero testa alla guardia nazionale, sparando con pistole e fucili. Negli scontri, che non sono stati un successo per la polizia nazionale, sono morte 20 persone.
E nel solo 2010 sono state 476 i detenuti che hanno perso la vita all'interno delle mura di una prigione venezuelana. Ormai il momento di mettere mano alla situazione delle carceri è più che propizio.
Alessandro Grandi