L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, oggi giunto al Cairo per affrontare lo storico processo in seguito alle sue dimissioni dello scorso febbraio, ha negato fermamente davanti alla Corte le accuse di corruzione e responsabilità dell'uccisione di decine di manifestanti nell'inverno scorso. Mubarak ha parlato da una cella dove si trovava disteso su una barella ospedaliera a causa, a detta dei suoi avvocati, delle sue gravi condizioni di salute. Insieme a lui, anche i due figli Alaa e Gamal, accusati di abuso di potere, corruzione e arricchimento illecito, e l'ex ministro dell'Interno Habib al-Adli, già condannato a 12 anni di reclusione per corruzione.
La seduta processuale è stata trasmessa in diretta Tv e si calcola che milioni di egiziani abbiano assistito all'atteso momento, che si è svolto all'interno dell'Accademia di polizia del Cairo. Ciononostante, l'evento è stato accompagnato anche da forti proteste e manifestazioni pro e contro Mubarak, e centinaia di agenti in tenuta antisommossa sono stati impegnati a mantenere l'ordine. Davanti all'Accademia di polizia, sono stati lanciate delle pietre. Secondo il ministero della Sanità, sarebbero almeno 53 le persone rimaste ferite. Alta la tensione anche in piazza Tahrir, occupata da numerose forze dell'ordine.
Al termine della seduta, dove si sono elencati i nomi delle vittime della violenta repressione di cui è accusato Mubarak, il giudice Ahmed Refaat ha aggiornato il processo al 15 agosto prossimo. È stato chiesto che l'ex-presidente venga trasferito nel carcere di Tora. Ma l'agenzia egiziana Mena ha annunciato, citando fonti ufficiali, che Mubarak resterà al Cairo, all'interno della clinica dell'Accademia di polizia.