26/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Probabile regolamento di conti tra bande rivali

Almeno 53 persone hanno perso la vita nel rogo che si è sviluppato in una casa da gioco di Monterrey, nello Stato settentrionale messicano di Nuevo Leon: secondo quanto riferito da testimoni oculari, almeno sei presunti sicari a volto coperto sono arrivati a bordo di due auto davanti al Casinò Royale della città, quindi hanno aperto il fuoco in direzione dell'edificio e vi hanno lanciato contro alcune bombe a mano, per poi irrompere dentro e minacciare i giocatori, mentre versavano liquido infiammabile all'ingresso e sui tappeti, così da appiccare un incendio. Stando al governatore locale, Rodrigo Medina, la maggior parte delle vittime sono rimaste intrappolate all'interno del casinò perchè, ignorando che gli assalitori vi avrebbero dato fuoco, anziche' fuggire si sono rifugiate nei bagni, dove sono morte asfissiate dal denso fumo; altre hanno invano tentato di scappare attraverso le uscite di emergenza, che sarebbero pero' state bloccate. Il bilancio appare destinato a peggiorare ulteriormente giacchè vi sarebbero per lo meno dieci feriti, tutti in condizioni critiche. Medina ha definito l'accaduto un "atto di terrorismo e di barbarie", e lo ha imputato a un probabile regolamento di conti tra bande rivali: in Messico la criminalità organizzata diventa di giorno in giorno un'emergenza nazionale sempre più grave. Non a caso per domani il presidente Felipe Calderon ha già convocato una riunione urgente del proprio gabinetto ristretto per la Sicurezza, che sarà dedicata appunto alla vicenda

Parole chiave: monterrey, messico, casino
Luogo: Messico