30/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Era una buona chance per raggiungere il mullah Omar

Erano in corso negoziati tra Stati Uniti e talebani afgani, ma, proprio nel momento in cui questi stavano raggiungendo risultati apprezzabili, funzionari di Kabul li hanno mandati all'aria, temendo l'indebolimento del governo del presidente Hamid Karzai. Lo hanno rivelato fonti militari afgane e americane all'Associated Press (Ap).

Oggetto delle trattative bilaterali era l'eventuale liberazione di Bowe Bergdahl, ufficiale statunitense catturato dai talebani più di due anni fa nella parte orientale dell'Afghanistan. Incaricato talebano dei negoziati era tale Tayyab Aga, che era intento a scambiare la liberazione di Bergdahl con quella dei prigionieri afgani detenuti a Guantanamo e nella base aerea afgana di Bagram.

Ad interrompere il dialogo segreto tra le parti sarebbe stata una fuga di notizie operata deliberatamente da qualcuno legato a Karzai. Secondo le fonti, il presidente di Kabul temeva che il raggiungimento di un accordo diretto Usa-talebani minasse la sua autorità.

Il negoziato sembrava essere giunto a un punto importante, prima che la fuga di notizie lo facesse saltare in aria e costringesse il mediatore talebano Aga a riparare in Europa. La trattativa costituiva un'importante possibilità di raggiungere il mullah Omar, condizione essenziale per porre fine alla lotta talebana contro gli Stati Uniti.

Trovare un accordo tra il governo di Karzai e i talebani è la priorità per gli Stati Uniti, che entro il 2014 intendono ritirare le proprie truppe dall'Afghanistan.