31/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Pene fino ai 15 anni. Le violenze provocarono la morte di 65 persone

La Corte suprema di La Paz ha pronunciato una sentenza che prevede pene di reclusione comprese tra i tre e i 15 anni per due ex ministri e cinque militari responsabili di aver represso nel sangue le rivolte popolari che, nell'ottobre 2003, costarono la vita a 65 persone causando oltre cinquecento feriti.

La vicenda risale a otto anni fa, quando diverse migliaia di persone scesero in piazza nei pressi della capitale boliviana per protestare contro l'esportazione di gas naturale verso gli Stati Uniti attraverso i porti cileni. In seguito alla violenta repressione delle autorità, l'allora presidente Gonzalo Sanchez de Lozada si dimise per poi fuggire, insieme a diversi ministri, negli Stati Uniti. Il governo boliviano è tuttora in attesa di una risposta alla domanda di estradizione.

Intanto sono stati condannati il generale in pensione Roberto Claros Flores, ex capo delle Forze armate e Juan Veliz, ex comandante delle forze di terra. Altri due generali e un ex ammiraglio sono stati condannati a dieci e undici anni.

Per complicità sono stati condannati a tre anni di carcere gli ex ministri del Lavoro, Adalberto Kuajara, e dello Sviluppo sostenibile, Erick Reyes Villa.

 

Parole chiave: Bolivia, condanne, repressione del 2003
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Bolivia