La Corte Suprema australiana ha dichiarato illegale l'accordo concluso a luglio con Kuala Lumpur che prevedeva il trasferimento in Malesia di 800 richiedenti d'asilo sbarcati in Australia, in cambio di 4000 migranti il cui status di rifugiato era già stato riconosciuto.
Secondo la Corte, Camberra violerebbe il diritto internazionale in quanto non potrebbe garantire i diritti dei profughi mandati in Malesia, stato che non ha firmato la convenzione Onu sui rifugiati. Inoltre, dal momento che 42 fra i 335 richiedenti asilo sono minori non accompagnati, lo scambio violerebbe anche gli obblighi del ministro dell'Immigrazione, che per legge è il loro tutole legale.
L'Australia contava sull'accordo per scoraggiare i profughi dall'affidarsi ai trafficanti di uomini per raggiungere l'Australia e la decisione della Corte, raggiunta con sei voti favorevoli e un contrario, è un duro colpo alla politica di sicurezza della leader laburista Julia Gillard, la cui popolarità è in forte calo.