In un editoriale pubblicato giovedì 1 settembre, Wikileaks ha puntato il dito contro il quotidiano britannico The Guardian per un'infrazione al sistema di sicurezza del sito. Ieri il portale, specializzato nella pubblicazione di documenti secretati, è stato colpito da un attacco hacker durante il quale sarebbero stati sottratti diversi documenti in forma "unredacted", ovvero non processati attraverso il sistema di protezione delle fonti di Wikileaks.
Secondo le accuse, il giornalista investigativo del Guardian, David Leigh, avrebbe reso pubblica la password necessaria per decriptare i file di Wikileaks in un libro pubblicato quest anno in collaborazione con il giornalista Luke Harding.
"Le rivoluzioni e le riforme rischiano di fallire se i dispacci non pubblicati si diffondono tra funzionari dell'intelligence e governi prima del pubblico", ha commentato il sito in un comunicato.
Leigh rifiuta le accuse spiegando che, quando il fondatore di Wikileaks Julian Assange gli ha fornito la password gli aveva assicurato che questa sarebbe scaduta nel giro di qualche ora. "Quello che abbiamo pubblicato nel nostro libro era obsoleto e innocuo", ha precisato Leigh, aggiungendo che non capiva "come un pubblico cittadino potesse avere accesso a quei file a meno che Wikileaks o un ex membro di Wikileaks non avesse comunicato a queste persone dove si trovano i file e come rintracciarli".
Il Guardian era sempre stato un partner strategico di Wikileaks e uno dei canali privilegiati attraverso cui il sito diffondeva i propri dispacci.
Recentemente il sito è stato criticato per aver pubblicato i nomi delle fonti diplomatiche statunitensi e australiane.