La pubblicazione nel sito di Wikileaks di una nuova raffica di oltre 130mila cablogrammi diplomatici Usa, ha suscitato oggi la dura reazione dell'esecutivo asutraliano.
Secondo il governo di Canberra, da molti files non erano stati rimossi i nomi delle fonti, fra i quali una lista di sospetti terroristi australiani. Il cablo del gennaio 2010 fa i nomi di 23 cittadini e residenti australiani che avrebbero legami con il predicatore radicale di Anwar al-Awlaki, cittadino Usa sospettato di legami con al-Qaeda e residente in Yemen.
Il ministro della Giustizia Robert McLelland ha definito ''incredibilmente irresponsabile'' la pubblicazione, ma il fondatore di Wikileaks Julian Assange ha subito replicato da Londra accusando Canberra di aver consegnato 23 australiani all'ambasciata Usa, senza alcuna procedura''.
Nel documento si raccomanda che undici di loro siano inseriti nella lista delle persone a cui sono vietati i viaggi in Usa, mentre per gli altri dodici si chiede l'inclusione fra i sospetti terroristi da tenere sotto osservazione. McLelland ha condannato la pubblicazione che, ha detto, può ''compromettere la sicurezza nazionale''. ''Se il ministro McLelland non è contento di essere stato colto con le mani nel sacco, potrebbe cercare di annullare il mio passaporto australiano'', ha replicato Assange alla Tv australiana Abc. ''Dopo tutto non si è dimostrato molto utile negli ultimi 267 giorni di detenzione senza incriminazioni'', ha aggiunto.