01/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Un caso giudiziario tra due compagnie statunitensi ha portato alla luce il collegamento tra l’intelligence americana e una rete di contractors privati che si occupava della “rendition” di presunti terroristi

Un network di compagnie aeree statunitensi avrebbe giocato un ruolo fondamentale nel traporto di sospetti terroristi in centri di tortura controllati dalla Cia e dislocati in tutto il mondo. Lo rivelano i documenti processuali di una causa in tribunale ora a New York che coivolge due compagnie aeree, la Richmor Aviation e la SportsFlight Air, che si contendono un conto di 874 mila dollari

L'organizzazione per i diritti umani che scoperto il caso, Reprieve, ha dichiarato che il materiale fornisce un quadro "senza precendenti" della collusione tra il governo e i contractors privati nella pratica della tortura. I documenti fanno luce non solo sulle destinazioni dei voli, ma anche la sua dimensione logistica e finanziaria. Le mete ricorrenti sono Kabul, dove la Cia gestiva il centro di deenzione di "Salt Pit", Bangkok, dove Abu Zubaydah era stato sottoposto a "tecniche interrogatorie violente", Rabat, dove i prigionieri erano torturati da agenti marocchini e Bucharest, sede di una delle più grandi prigioni segrete in Europa. La Richmor forniva i veivoli alla DynCorp, una compagnia militare privata che agiva come rappresentante della Cia. Le operazioni passavano attraverso la Sportsflight e un'altra azienda mediatrice, la Capital Aviation. Nel novembre 2002 la Richmor avrebbe guadagnato in sei viaggi verso Guantánamo Bay, Shannon, Dubai, Kabul ed Edimburgo 240,644 dollari. Nello stesso mese un altro volo verso Kabul, con tappe a Shannon e Dubai, era risultato in un conto di 198,930 dollari.

Il Dipartimento di Stato forniva ai jet privati delle lettere che garantivano la copertura diplomatica ai voli che, da quanto si legge sul documento, fornivano "supporto globale alle ambasciate statunitensi in giro per il mondo".
Nel 2006 il presidente George W. Bush aveva riconosciuto l'esistenza di una rete internazionale di prigioni, anche se la Segretaria di Stato Condoleeza Rice aveva annunciato che gli Usa non avrebbero trasferito prigionieri in Paesi che praticavano la tortura. Affermazioni che erano state più volte smentite dai detenuti, che avevano dichiarato di essere trasportati fuori dagli Stati Uniti e torturati. Già in passato il Consiglio d'Europa aveva denunciato che fino al 2007 almeno 1,245 voli gestiti dalla Cia avevano fatto tappa sul continente europeo. Ora, attraverso i documenti del processo, il The Guardian ha cercato di ricostruire la mappa di questi siti e i percorsi che i velivoli compivano più di frequente.

Durante il processo, il presidente della  Richmor, Malhon Richards, aveva dichiarato che i passeggeri erano "personale  governativo  e i loro  invitati", ma ha aggiunto che era a conoscenza del fatto che gli aerei trasportavano "terroristi" e "bad guys".

Sav Momgelli, vice presidente di una delle aziende che gestivano il catering sugli aerei, ha commentato che la  compagnia non aveva idea di stare fornendo pasti a voli governativi segreti. "Noi non facciamo domande", ha dichiarato,"Avrebbero potuto essere dei Vip, ma a noi non importa. Sono solo altri clienti".

Barbara Gianessi