Sono oltre 12mila i civili che, dal 2003 al 2011, hanno perso la vita in Iraq a causa di attacchi kamikaze. Lo riporta, in occasione del decimo anniversario dell'11 settembre, uno studio pubblicato dalla rivista The Lancet.
Tra coloro che hanno perso la vita in attentati suicidi - il 75 per cento sono uomini, l'11 donne e il 14 bambini - corrispondono, riporta la rivista, al dieci per cento delle vittime totali del conflitto, che ammontano a 108.624.
Molto inferiore invece il numero dei soldati della coalizione internazionale morti a causa degli attentati kamikaze: duecento, di cui 175 di nazionalità americana. "L'accesso rapido a un trattamento adeguato in ospedale è fondamentale per sopravvivere alle ferite provocate dall'esplosione di una bomba e questo può avvenire difficilmente per i civili iracheni", hanno precisato gli autori dello studio per spiegare la grande differenza nel numero di vittime tra civili e militari.