Dopo la "primavera dei popoli arabi" andremo incontro a un "inverno radicale islamico". E' quanto ha dichiarato ieri il comandante per le retrovie israeliano, Eyal Eisenberg, in un centro accademico a Tel Aviv.
"La minaccia delle armi di distruzione di massa sta adesso crescendo", ha avvertito Eisenberg, ricordando che, mentre l'Iran non ha ancora abbandonato i suoi progetti nucleari, anche l'Egitto corre il rischio di "cadere sotto un'entità islamica".
Il comandante israeliano ha poi espresso preoccupazione per gli eventi in Siria e per la crisi diplomatica tra Tel Aviv e Ankara concludendo che, nel lungo periodo, "la possibilità di una guerra totale sta crescendo".
Le dichiarazioni di Eisenberg, riprese dalle maggiori testate del Paese, hanno già innescato polemiche. Amos Ghilad, portavoce del ministero della difesa, ha commentato che "non è assolutamente il caso di seminare il panico" e che le minacce militari convenzionali verso Israele sono, al contrario, calate.
Altri hanno criticato il generale per aver reso noto, sia pure a mezza bocca, che Hamas ora dispone a Gaza di un nuovo armamento che rappresenterebbe una seria minaccia per le retrovie israeliane.