12/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente riconosce il diritto indios a essere consultati per ogni decisione che coinvolga i suoi territorio

 

La località di Imazita, provincia di Bagua, cuore dell'orgoglio indigeno peruviano, è stato scelto dal presidente Ollanta Humala per promulgare la Ley de Consulta Previa, una vera e propria rivoluzione in materia di diritti umani per un paese rimasto finora reazionario e discriminatorio nella sua politica verso il mondo indigeno. Un atteggiamento che ha portato per tutto il periodo del governo Alan García a violenti scontri fra la comunità indios e le autorità, con tanto di vittime.

Fu proprio a Bagua che due anni fa morirono 34 persone fra poliziotti, meticci e nativi awajunes, durante le proteste per i decreti che mettevano in pericolo l'Amazzonia e le sue risorse. Tutt'oggi sulla testa di circa ottanta indigeni pendono ordini di cattura per i fatti di allora.

Per questo, proprio in quel luogo, quale segnale di cambiamento concreto, già promesso in campagna elettorale, il neo eletto Humala ha deciso di riconoscere quanto ogni popolo originario del continente è andato chiedendo per decenni, per poi ottenerlo nella maggior parte dei paesi: il diritto a essere consultato in via preventiva sulle misure legislative o amministrative che colpiscono direttamente i suoi diritti collettivi. Inoltre, include misure che colpiscono la loro esistenza fisica, l'identità culturale, la qualità della vita o lo sviluppo.

Una misura che ripara le gravi offese al popolo indigeno perpetrate dal predecessore, durante il governo del quale, appunto, sono rimasti totalmente inascoltati i reclami della popolazione indigena e i loro ricorsi. In particolare contro le concessioni minerarie e di idrocarburi in territori comunali e aree protette date da Lima alle multinazionali di turno. Una modus operandi che è stato ribattezzato la "política del perro del hortelano".

Stella Spinelli

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