Perù
bandiera
 
Capitale: Lima
Superficie: 1.285.216 Kmq (4 volte l'Italia)
Popolazione: 26,1 milioni
Popolazione: integrazione tra occidentali e indios. Quechua 47,1%; Aymarà 5,4%; creoli 12%; meticci 32%; altri 3,5%.
Religione: cattolici 89,2%; protestanti 6,6%; altri 4,2%.
Pnl: 54.175 milioni di dollari
Export: prodotti della pesca, petrolio, caffé, carbone, acciaio, oro, banane e cotone
Mortalità infantile: 51 per mille (Italia: 5,7 per mille)
Speranza di vita: 67,3 maschi, 72,4 femmine (Italia: 76 M, 82 F)
Tasso di natalità: 22,6
Tasso di mortalità: 6,1
Alfabetizzazione: 90,2% (Italia: 98%)
Popolazione sotto la soglia di povertà: 38%
Debito estero: 28 miliardi di dollari
Spese militari: 2,1% del Pnl
 

cartina

GEOGRAFIA

Confina a N con l’Ecuador e con la Colombia, a E con il Brasile, a SE con la Bolivia e a S con il Cile; a W è bagnato dall’oceano Pacifico. E’ attraversato da N e S dalla Cordigliera delle Ande che divide in catene parallele con cime levate e coni vulcanici. Le catene si riuniscono nel Cerro de Pasco (4338 m) prima di separarsi nuovamente nella Cordigliera orientale e in quella occidentale, racchiudenti un vasto altopiano accidentato (altopiano del Perù), a SE del quale si trova il lago Titicaca. I fiumi principali sono il Napo, l’Ucayali, l’Huallaga e il Maranon, tributari del Rio delle Amazzoni. Il clima sulla costa è arido e fresco. La pianura interna ha clima equatoriale.



ECONOMIA

Settore primario
Agricoltura Sulla costa prevalgono le colture commerciali, destinate in parte all’esportazione: le principali sono il cotone (Piura, Ica, Lima, Lambayeque), la canna da zucchero (La Libertad, Lambayeque, Lima, Ancash) il riso (250.400 ha e 1.717.200 tonnellate) e la frutta (soprattutto agrumi). Di un certo rilievo è la coltivazione del caffè, frequente nelle sone di Junin, Cajamarca, Cusco, Puno, San Martin. Modesta è invece la coltura del cacao. La vite si coltiva in tutte le valli costiere del sud. Anche nella Sierra si coltivano vari prodotti: le patate e l’orzo nelle zone più elevate; il frumento fino ai 2600 metri e fino ai 3300 il mais, alimento principale della popolazione. Le colture cerealicole sono comunque insufficienti a soddisfare il fabbisogno nazionale. Le coltivazioni di patate dolci sono concentrate nelle zone di Lima, La Libertad e Piura. Nella Sierra e nella Montana è diffusa la coca. Tipica della Montana è poi la chinchona (chinino).
Foreste Particolarmente diffuse sul versante interno verso l bacino amazzonico, le foreste sono ricche di ogni genere di legnami (cedro, mogano, palissandro); segherie a Iquitos e Tingo Maria.
Allevamento e pesca L’allevamento, soprattutto ovini e bovini, è praticato su caste estensioni, ma è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale di carne e di latte. Caratteristici gli allevamenti di lama, animale da soma ma anche da latte e da carne, e quello dell’alapaca, che dà una lana finissima. Grande importanza ha la pesca: l’abbondanza di plancton, convogliato dalla fredda corrente di Humboldt, rende le coste peruviane straordinariamente ricche di pesce. I principali porti di pesca sono Chimbote, Callao, Chancay, Huacho, Llo, Huarmey. 
Settore secondario
Risorse minerario
Abbondanti e diversificate sono le risorse minerarie. Notevoli giacimenti di petrolio sono localizzati nel nord (a Lobitos, Parinas, Negritos, Corrientes, Pavayucu, Caphuari, Shiviyacu), mentre più modesti sono i giacimenti di Agua Caliente (a sud di Pucallpa). In questa zona (Aguaytia) è stato trovato un vasto giacimento di gas naturale, con buon eprospettive di sfruttamento. Di scarso rilievo è invece il carbone, fornito dalle miniere di Goyllarisquizga (Cerro de Pasco) e Huayday (La Libertad). Notevole è l’estrazione del rame: ai più antichi distretti di Cerro de Pasco, Morococha e Casapalca, con le miniere raggruppate intorno alle fonderie di La Oroya e Casapalca, si sono aggiunti quelli del settore meridionale (a Toquepala e Quellaveco, con esportazione del minerale da Ilo) e settentrionale (Quiruvilca). Ricchi giacimenti di argento sono localizzati a Cerro de Pasco, Huamachuco, Huancavelica, Morococha, Hualgayoc, Huaraz, Salpo (Otzuco), Huallanca, Oyon. Ma sono importanti anche l’oro (a Cotabamba, Morochoca, Pataz, La Rinconada), il piombo (a Casapalca, Atocha, Pataz), lo zinco (a Junin), il ferro (a Marcona e Acari), il vanadio (a Minasragra, presso Cerro de Pasco), il tungsteno (ad Ancash), il selenio, l’antimonio, il bismuto (San Gregorio e Colquijirca, nella zona di Cerro de Pasco), i fosfati (a Sechura). Lo sfruttamento del guano è sottoposto a monopolio governativo.
Energia e industria Il paese dispone di un notevole potenziale idrico, solo parzialmente sfruttato. Un importante impianto idroelettrico opera sul fiume Mantaro. Il 28 febbraio 1998 una frana ha distrutto la centrale idroelettrica di Machu Picchu. L’industria è orientata prevalentemente alla raffinazione e alla lavorazione dei minerali. Le maggiori raffinerie di petrolio si trovano a Talara, Iquitos, Pucallpa, La Pampilla e Conchan. Di un certo rilievo è l’industria chimica. A Callao si trovano impianti per la produzione di fertilizzanti azotati. La metallurgia ha i suoi centri principali a La Oroya e Ilo. La siderurgia p concentrata a Chimbote. A Chilete ci sono impianti di raffinazione per il rame elettrolitico. L’industria meccanica annovera impianti per il montaggio di autoveicoli (a Lima) e cantieri navali (a Callao). Impianti tessili lavorano il cotone a Lima, Ica, Cusco ed Arequipa. Importanza minore ha il lanificio (a Lima, Urcos, Marangoni, Huancayo). A Lima ci sono anche impianti per la produzione di fibre sintetiche. Fabbriche di cappelli panama sono attive a Catacaos, Eten e Claendin. Nel settore alimentare sono da ricordare l’industria molitoria e la pilatura del riso. Di rilievo è inoltre l’attività di conservazione del pesce. Fra le altre industrie si ricordano quelle del cemento, del tabacco, della gomma, della birra e della carta.
Settore terziario
Commercio estero La bilancia commerciale registra un passivo più contenuto rispetto agli anni precedenti. Il Perù importa soprattutto materie prime e semilavorati, macchinari e beni di consumo.



STORIA

Dall'inizio del XX secolo a oggi, in Perù, si sono alternate diverse dittature: agli inizi degli anni '70, il governo del generale Juan Velasco Alvarado - andato al potere nel 1968 con un colpo di stato a spese del presidente Fernando Belaunde Terry - nazionalizza le imprese petrolifere, valorizza la gestione delle risorse naturali e della pesca e procede a un'importante riforma agraria di matrice cooperativistica, con tanto di partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale. Nel 1975, però, Velasco viene destituito dal suo primo ministro, il generale Francisco Morales Bermudez che dopo 3 anni di transizione indice le elezioni per l'assemblea costituente, vinte dall'Alleanza Popolare Rivoluzionaria Americana (Apra) - di ispirazione marxista - e dal Partito Popolare Cristiano che ottengono percentuali pressoché uguali e si spartiscono i seggi. Nel 1980 le elezioni presidenziali danno la vittoria all'ex presidente Belaunde, il cui partito, l'Azione Popolare (Ap) boicotta le consultazioni per la Costituente e mette in pratica le ricette economiche del Fmi. Nello stesso anno riprende la lotta armata dei guerriglieri di Sendero Luminoso e quattro anni dopo nasce il Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru (Mrta). Nel 1985 le elezioni premiano il candidato dell'Apra, Alan Garcia, che si trova a dover affrontare un debito estero di 14 miliardi di dollari e un obbligo di restituzione di 3 miliardi e mezzo all'anno. Alla fine del mandato il governo Garcia non ha ottenuto alcun miglioramento economico e le elezioni presidenziali del 1989 vengono vinte dall'allora sconosciuto Alberto Fujimori, che, come promesso nella campagna elettorale, adotta un rigoroso piano anti-inflazione in netta opposizione con i sindacati e con il Parlamento. A un anno dalle elezioni, Fujimori governa ormai per decreto e nel 1992 attua un golpe incruento esautorando le camere e la corte supema di giustizia. Parallelamente il presidente di origine giapponese inizia una lotta senza tregua contro Sendero Luminoso e nello stesso anno l'esercito regolare cattura Abimael Guzman, fondatore e leader del gruppo guerrigliero. Grazie all'immagine di leader fermo contro il terrorismo, Fujimori viene rieletto con la maggioranza assoluta, nel 1993. Durante il secondo governo Fujimori, l'economia vede un forte miglioramento, dovuto al rafforzamento delle attività produttive legate alle risorse naturali, ma i pessimi rapporti tra Fujimori e gli altri governi sudamericani impediscono la creazione di un mercato comune andino con Colombia, Venezuela e Bolivia. Nel 1995 scoppia una guerra non dichiarata tra il Perù e l'Ecuador per questioni territoriali legate alla Cordigliera del Condor. Le trattative di pace si svolgono sulla base del protocollo di Rio con con Argentina, Brasile, Cile e Stati Uniti come garanti. Alla fine del 1996 Fujimori viene eletto per la terza volta, sconfiggendo Javier Perez de Cuellar, ex segretario generale dell'Onu, che non ottiene nemmeno i voti necessari per il ballottaggio. All'indomani delle elezioni il governo concede l'amnistia ai poliziotti e ai militari che hanno adottato comportamenti lesivi dei diritti umani durante la guerra al terrorismo. In risposta all'amnistia, un gruppo del Mrta fa irruzione nell'ambasciata giapponese a Lima e sequestra 400 persone, che vengono liberate dopo 126 giorni grazie all'intervento delle squadre speciali, con un bilancio di 90 morti tra guerriglieri e ostaggi. La popolarità di Fujimori sale al 65%. Nel 1997 inoltre vengono destituiti i membri del Tribunale Costituzionale che l'anno prima si erano opposti all'ennesima elezione di Fujimori, giudicandola incostituzionale, ma in questo modo inizia un processo di logoramento che si conclude nel 2001 con l'esilio dello stesso presidente.



IL MANDATO DI TOLEDO

A due anni e mezzo dalla vittoria alle elezioni presidenziali di Alejandro Toledo - il primo indio di lingua quechua a governare il Paese - il Perù é ancora molto lontano dal risolvere le sue contraddizioni. Il territorio peruviano vanta numerose risorse: dai giacimenti naturali all’eredità artistico-culturale precolombiana che ha pochi paragoni in tutto il Sudamerica. Eppure la corruzione che da sempre affligge i governi ha impedito la creazione di una classe politica dirigente in grado di saper lanciare la nazione e contrastare le profonde differenze socioeconomiche che la caratterizzano. Nella prima metà del 2003 è diventato palese come Toledo non sia in grado di far fronte alla perdita di fiducia dell'elettorato, alla ricostituzione dei gruppi terroristici Tupac Amaru e Sendero Luminoso (gruppi filomaoisti antigovernativi) e alle numerose manifestazioni indette contro le privatizzazioni, volute dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) con la scusa di risanare l'economia del Paese. Il presidente ha dichiarato per l'ennesima volta lo stato di emergenza, sospendendo per un mese le libertà costituzionali (diritto di riunione, di manifestazione e di sciopero), disattendendo così le promesse fatte in campagna elettorale. Toledo, comunque, continua in qualche modo a rappresentare una speranza per i peruviani, soprattutto per le comunità quechua e aymara che sono le fasce più povere della popolazione. Toledo è il dopo Fujimori, il presidente corrotto che ha governato per tre mandati (dodici anni, dal 1989 al 2001) ininterrottamente, andando contro la Costituzione che ne prevede al massimo due. Nel 2001 Fujimori è stato costretto a fuggire in Giappone (il Paese di cui é originario) per sottrarsi al mandato di cattura emesso dalle autorità peruviane. Durante la campagna elettorale per la sua quarta candidatura, infatti, una videocassetta prova le attività illecite (traffico d'armi e droga) del direttore dei servizi segreti Vladimiro Montesinos, braccio destro dello stesso Fujimori, e la connivenza con i paramilitari che hanno seminato il terrore nel Paese con la scusa della caccia ai guerriglieri maoisti. Adesso Montesinos sta scontando in un carcere militare una condanna a 15 anni di reclusione ed è in attesa di giudizio per una settantina di processi per le più disparate cause, incluso aver vendute alle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) armi comprate dal vecchio governo peruviano in Giordania. Adesso il presidente pensa di creare una formazione multipartitica aperta all’opposizione e a tecnici indipendenti per salvare il Paese e il suo governo dalla crisi politica e di immagine in cui il Perù e il suo capo di Stato sembrano lentamente affondare. Una serie di scandali stanno ulteriormente minando la stabilità del governo Toledo, tanto che il presidente sta gridando al complotto. Al presidente, comunque, non viene rimproverata la mancanza di polso contro la corruzione, come aveva promesso in campagna elettorale, bensì di essere stato in molti suoi atti un ingenuo, oltre a essersi circondato di persone sbagliate. Così si spiegano i quattro primi ministri cambiati in due anni e mezzo di mandato e il crollo di popolarità, sceso al 7,4 per cento. Il presidente aveva promesso di smantellare la rete malavitosa organizzata da Montesinos per Fujimori, un ragnatela che coinvolgeva giudici, militari, imprenditori e giornalisti, ed era stata usata per mantenere Fujimori al potere per dodici anni. Ma per ora non ha fatto molto in tal senso. E’ proprio su questo “Accordo nazionale” contro la corruzione, proposto da Toledo appena eletto, che si gioca il futuro del governo. Innanzitutto dovranno ricostruire un dialogo in tal senso con tutte le forze politiche e sociali. Le opposizioni sono dunque chiamate a una profonda riflessione: scegliere di sparare a zero contro un governo debole, oppure puntellarlo, anche per il bene generale del Paese, fino alle elezioni presidenziali che dovrebbero tenersi tra due anni e mezzo. La caduta di Toledo, il primo indio mai andato al potere in America Latina, potrebbe far precipitare nel caos un Perù che ha appena cominciato a fare i conti con il suo povero e oscuro passato.