08/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Un ministro e una barzelletta che nega la violenza sessuale. La denuncia, solitaria, delle donne
Accade in Italia. Accade che  un ministro della Repubblica, commentando una vicenda politico -sindacale, ricorra ad una barzelletta che, in sostanza, nega l'esistenza della violenza sessuale - "Come mai non è stata violentata?"  "Perchè ho detto no" -  Maurizio Sacconi è il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha raccontato questa barzelletta  polemizzando con la Cgil  rispetto all'articolo otto della manovra economica appena varata del governo che di fatto rende più semplici i licenziamenti. Ma il contesto, in questo caso, è secondario. Racconta molto, troppo  la nonchalance - ovvero l'assoluta  quanto colpevole inconsapevolezza-  del ministro che  ha preceduto la barzelletta che ha per protagoniste  delle suore con un autoassolutorio " Certo  è un esempio un po' blasfemo" ....

I commenti:  "Chieda scusa alle donne" sollecitano le senatrici del Pd;  "Non è lecito, non sarebbe accaduto in nessun altro paese democratico", aggiunge il coordinamento Se non ora quando, mentre la rete ribolle di indignazioni e  richieste di dimissioni. A parlare, reagire  sono ancora una volta quasi esclusivamente le donne. Come se banalizzare e negare lo stupro riguardasse solo loro, in quanto vittime,  e non dovesse suonare anche alle orecchie degli uomini un' insopportabile e umiliante visione della sessualità  maschile e delle relazioni tra gli uomini e le donne.
Tanto più grave e politicamente pesante se ad esserne l'autore è un ministro.

Assunta Sarlo

 

Parole chiave: Sacconi, barzelletta, stupro, donne
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Italia