Accade in Italia. Accade che un ministro della Repubblica, commentando una vicenda politico -sindacale, ricorra ad una barzelletta che, in sostanza, nega l'esistenza della violenza sessuale - "Come mai non è stata violentata?" "Perchè ho detto no" - Maurizio Sacconi è il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha raccontato questa barzelletta polemizzando con la Cgil rispetto all'articolo otto della manovra economica appena varata del governo che di fatto rende più semplici i licenziamenti. Ma
il contesto, in questo caso, è secondario. Racconta molto, troppo la nonchalance - ovvero l'assoluta quanto colpevole inconsapevolezza- del ministro che ha preceduto la barzelletta che ha per protagoniste delle suore con un autoassolutorio " Certo è un esempio un po' blasfemo" ....
I commenti: "Chieda scusa alle donne" sollecitano le senatrici del Pd; "Non è lecito, non sarebbe accaduto in nessun altro paese democratico", aggiunge il coordinamento Se non ora quando, mentre la rete ribolle di indignazioni e richieste di dimissioni. A parlare, reagire sono ancora una volta quasi esclusivamente le donne. Come se banalizzare e negare lo stupro riguardasse solo loro, in quanto vittime, e non dovesse suonare anche alle orecchie degli uomini un' insopportabile e umiliante visione della sessualità maschile e delle relazioni tra gli uomini e le donne.
Tanto più grave e politicamente pesante se ad esserne l'autore è un ministro.
Assunta Sarlo