Edgar Echegaray Abril, cittadino peruviano di 70 anni, si dichiara il legittimo proprietario del sito archeologico Inca a Machu Picchu e chiede un risarcimento per lo sfruttamento del territorio portato avanti negli ultimi decenni. Dopo sette anni di battaglie legali, Abril si è rivolto all'Unesco affinché l'organizzazione faccia pressione sul governo del Perù.
L'uomo è in possesso dell'atto di vendita, datato 14 giugno 1910, che dimostra che la sua famiglia acquistò in cambio di oro la tenuta su cui sorgono le rovine Inca. Nel 1944 i familiari vendettero la proprietà, ma non il sito archeologico che in futuro avrebbe dovuto essere espropriato dallo Stato. L'esproprio però non è mai stato ufficializzato e, soprattutto, la famiglia del settantenne non ha mai ricevuto un risarcimento per la perdita della proprietà.
Fausto Salinas, avvocato che rappresenta la famiglia Abril, si dichiara fiducioso e pensa che con l'aiuto dell'Unesco l'indennizzo sarà finalmente concesso. Lima rifiuta le accuse e considera chiuso il caso: in una nota del governo si legge che "il territorio appartiene a tutti i peruviani".
Le rovine Inca di Machu Picchu sono state classificate come Patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 1983. Il sito è visitato da circa l'80 per cento dei turisti che viaggiano in Perù e nel 2008 il numero di visitatori ha raggiunto la cifra record di 858 mila.