"Sto morendo: le gambe non le sento più, non riesco a camminare, ho la pelle tutta rovinata, ormai ci torturano ogni giorno, sono sfinito". Lo ha detto, in una telefonata al padre, Eugenio Bon, l'ufficiale della petroliera Savina Caylyn, in mano ai pirati somali dallo scorso febbraio. Sequestrati insieme a lui altri 4 italiani e 17 indiani.
"Ogni giorno è peggio. Perché ancora nessuno ha pagato?". Bonn ha chiesto ai familiari di contattare Pio Schiano, delegato alle negoziazioni, e Luigi D'Amato, armatore, per chiedere di pagare il riscatto il prima possibile. "Non so quanti giorni ancora riesco a resistere", ha confidato al padre.
"Ma l'Italia sa che noi siamo qui abbandonati da febbraio? Perchè tutti ci hanno abbandonato?"