Nel 2010 hanno compiuto un attentato in un bar, al centro di Kampala. Era il giorno della finale dei mondiali in Sudafrica: almeno 76 i morti. Oggi, di fronte al giudice Alfonse Owiny-Dollo, Edris Nsubuga e Muhamoud Mugisha hanno confessato: il primo prende 25 per strage, il secondo 5 anni per cospirazione.
ha rischiato la pena di morte, scampata grazie alla confessione. Già nella conferenza stampa rilasciata in agostro 2010 aveva pianto per timore della pena capitale. L’attacco terroristico su Kampala era stato rivendicato da al-Shaabab, la milizia filoqaedista somala come vendetta contro l’appoggio del governo ugandese al governo di transizione della Somalia, sostenuto dall’Onu.
Nsubuga ha cercato di difendersi sostenendo di essere stato “manipolato” dai miliziani islamisti mentre attraversava un periodo “di difficoltà personali”.