21/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



In quattro giorni le vittime degli scontri sono 81. Un'escalation a cui il governo Saleh non sa come rispondere

Tornano a bruciare le strade di San’a e il bollettino è da guerra civile: si contano almeno 81 vittime. Nella capitale yemenita da quattro giorni sono ripresi violenti scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Ali Abdallah Saleh, convalescente in Arabia Saudita dopo aver subito un attentato in giugno.

Oggi, davanti all’università, sono morti 5 studenti. L’agenzia stampa cinese Xinhuà cita fonti mediche, secondo cui le forze fedeli a Saleh hanno sparato sulla folla che manifestava contro il governo. L’episodio segna la rottura del cessate il fuoco siglato ieri sera tra i lealisti di Saleh e il generale Ali Muhsin al-Ahmar, che si è unito ai ribelli, a quanto sostiene la tv satellitare “al-aArabyia”.

Le violenze in Yemen sono riprese nonostante anche il vicepresidente Abd Rabbo Mansour Hadi, il sostituto di Saleh, ieri sera in un discorso alla nazione abbia predicato la calma. Le tensioni nel Paese sono alte da otto mesi, da quando l’ondata di proteste del mondo arabo è sbarcata anche in Yemen. Il Wall Street Journal ricorda che gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita hanno più volte chiesto a Saleh di scendere a patti con i manifestanti. Il presidente Saleh, però, per tre volte si è rifiutato di firmare le sue dimissioni in cambio dell'immunità.

Parole chiave: san'a, scontri, saleh, arabia saudita, stati uniti
Categoria: Diritti, Guerra
Luogo: Yemen