Ordinamento politico:
Repubblica presidenziale bicamerale
Capitale: San'a
Superficie: 527.970 Kmq
(quasi il doppio dell'Italia)
Popolazione: 20 milioni
Etnie: 95% arabi yemeniti, 5%
altri (arabi africani, asiatici, europei)
Religione: musulmani sunniti
(religione di stato), sciiti zaidi, altri
Export: petrolio, cotone,
caffè, pesce
Mortalità infantile: 70 per
mille
Speranza di vita: 59 anni i maschi,
63 le femmine
Alfabetizzazione: media 50,2 %,
maschile 70,5%, femminile 30%
Popolazione sotto la soglia
di povertà: 45.2%
Debito estero: 5,4 miliardi
di $, 46.4% del Prodotto interno lordo
Spese militari: 7,8% del Pil
(Italia: 1,6%)
Geografia
Lo Yemen si trova sull’angolo meridionale della penisola arabica, è
diviso in tre regioni: il Tihama, una striscia di terra lungo la costa del Mar
Rosso. La regione centro occidentale è montagnosa e vi si trova il monte Jebel
an-Nabi Shu’ayb (la vetta più alta della penisola), mentre la parte orientale
è
desertica ed è nota come Rub’ al Khali (il settore vuoto). Tra il deserto e le
montagne c’è una zona fertile dove si trova la coapitale San’a, Lo Yemen
confina con l’Arabia Saudita e con l’Oman, ma i confini tra questi stati, come
anche quello marittimo con l’Etiopia, sono ancora contesi.
Società
La società yemenita è ancora oggi intrinsecamente tribale e i villaggi
sono il centro del potere delle varie tribù, spesso in conflitto reciproco. A
partire dall’unificazione del Paese il paese ha iniziato un processo di
modernizzazione e di apertura verso il mondo esterno. La maggior parte della
gente indossa ancora gli abiti tradizionali e mantiene il costume di assumere
il Qat, una pianta narcotica, durante i pomeriggi.
Il tasso di disoccupazione è alto e una larga fetta della popolazione
vive in condizioni di povertà; l’alto tasso di incremento demografico complica
ulteriormente la situazione. Altro problema della società
yemenita è la facilità del reperire armi sul mercato: stime del governo parlano
di 60 milioni di armi su una popolazione di 19 milioni di persone.
Economia
Lo Yemen è uno dei
paesi più poveri del Medio Oriente, ha conosciuto una fase di crescita
economica a partire dal 2000 con una serie di riforme tese a modernizzare le
strutture economiche del Paese, ma la sua redditività è legata prevalentemente
all’esportazione del petrolio.
Politica
L’attuale presidente, Ali Abdallah Salih, è stato il primo
democraticamente eletto e il leader più longevo della storia del paese. Saleh
ha vinto anche le elezioni del ’99 con una maggioranza schiacciante, ma all’opposizione
non venne concesso di esprimere una candidatura. L’adesione alla guerra al
terrorismo degli Usa ha condizionato molto la vita politica del paese, l’esercito
yemenita è stato addestrato da squadre speciali Usa, che dal 2002 hanno potuto
operare sul territorio del Paese. Dall’agosto dl 2004 una nuova area di crisi
si è creata nella provincia di Sa’ada e nelle zone del nord ovest, dove si sono
affermati gruppi di ribelli sciiti zaidi, contrastati duramente dall’esercito.
Mass Media
Il ministero delle Comincazioni controlla il contenuto di tutte la
trasmissioni tv e radio grazie alla Public Corporation for Radio end TV. Nella
carta stampata il governo gestisce direttamente diversi giornali e anche le
pubblicazioni indipendenti sono sottoposte al controllo ministeriale attraverso
le stamperie.
A causa dell’alto livello di analfabetismo i media più diffusi sono
televisione e radio, le frequenze di diverse stazioni Saudite e Omanite si
captano anche sul suolo Yemenita. Tra le fonti di informazione più importanti:
i quotidiani Al Thawrah, Yemen Times, Yemen Observer e al Ayyam, e l’agenzia
stampa Yemen News Agency (Saba).
Storia
Lo Yemen ha fatto parte dell’impero ottomano fino al 1918, dopo la
dissoluzione dell’impero ottomano gli Inglesi colonizzarono la parte
meridionale del Paese dal 1939 al 1967, senza fare molto per lo sviluppo della
regione, mentre le aree del centro e del nord diventa un territorio
indipendente e retto dagli Imam Yahia e Ahmad. Nel ’62 l’imam Ahmad muore e suo
figlio fonda la tra la Repubblica Araba dello Yemen (YAR), dando con ciò inizio
ad una guerra civile che durerà per otto anni tra i repubblicani, appoggiati
dall’Egitto, e le forze monarchiche supportate da gran Bretagna e Arabia
Saudita e vedrà la vittoria dei repubblicani al prezzo di 10mila vittime. Nel
’67 nasce, nel sud del Paese, la People’s Democratic Republic of Yemen (PDRY),
il primo stato marxista nel mondo arabo e per diversi anni inizia una serie di
scontri di confine tra lo YAR, (governato, a partire dal ’78 da
Ali Abdullah Salih) e il PDRY. Nel 1990 viene instaurata la Repubblica
Unificata dallo Yemen, con Ali Abdullah Salih alla presidenza. Tra la fine del
’93 e il ’94, anche a causa della mancata integrazione dei due eserciti si
riaccende la rivalità tra nord e sud, quest’ultimo sostenuto dal vice
presidente Ali Salim al Baid. Nel maggio 2004 al Baid dichiara l’indipendenza
del sud, che Ali Abdullah Salih non riconosce; ma già nel luglio le forze del
nord prendono la città meridionale di Aden, costringendo i secessionisti in esilio.
Nell’ottobre 2000 un attacco di al Qaeda colpisce la nave vascello
americana USS Cole e una bomba colpisce l’ambasciata britannica. Nel novembre
2001 il presidente Saleh aderisce alla campagna antiterrorismo lanciata da
G.W.Bush in seguito all’attacco delle Twin Towers e all’inizio del 2002, oltre
100 studenti islamici stranieri, sospettati di far parte della rete di al
Qaeda, vengono espulsi. Dall’estate del 2004 sono ripresi gli scontri nell’area
nordoccidentale del paese, tra le truppe governative e i sostenitori del
predicatore sciita Hussein al Houthi, in cui perdono la vita diverse centinaia
di persone. In settembre al Houthi viene ucciso e nel marzo del 2005 nella
provincia di Saa’da riprendono gli scontri tra forze governative e gli ex
seguaci di al Houthi, guidati ora dal padre Badr al Din al
Houthi. Anche in questo caso le vittime, specie tra i ribelli, sono centinaia.