Mentre al Palazzo di Vetro di New York i rappresentanti dei 193 Paesi delle Nazioni Unite discutono se riconoscere o no lo Stato palestinese, in Cisgiordania scoppiano le violenze tra coloni e popolazione locale. Negli scontri è morto Issam Badran, un palestinese di 35 anni a cui, affermano fonti medice, è stato sparato alla nuca. Un altro uomo, rimasto ferito, è stato portato via dalle forze di polizia israeliane, venute in soccorso dei coloni contro cui i palestinesi stavano lanciando pietre.
Un’altra sassaiola tra polizia e palestinesi è avvenuta a Qalandiya, un checkpoint israeliano a Ramallah, dove le forze dell’ordine dello Stato ebraico hanno risposto sparando sulla folla proiettili di gomma che hanno ferito cinque persone. Al villaggio cisgiordano di Nabi Saleh un gruppo di manifestanti ha portato per le strade un’enorme sedia dipinta di blu, il colore dell’Onu, per chiedere all’Assemblea plenaria di riconoscere lo Stato palestinese. La polizia ha iniziato a sparare lacrimogeni quando i manifestanti hanno bruciato le bandiere con la stella di David e poster del presidente americano Barack Obama. Anche a Gerusalemme est la tensione è altissima: tra polizia e dimostranti ci sono stati già i primi scontri.