Il ministro delle Finanze russo, Alezei Kudrin, dovrà decidere entro oggi se rassegnare o meno le sue dimissioni. L'ultimatum arriva dal presidente Dmitry Medvedev, dopo l'annuncio del ministro della sua opposizione allo scambio di poltrone tra il Presidente e il primo ministro Vladimir Putin, annunciato sabato scorso.
Già presidente dal 2000 al 2008, Putin aveva lasciato il posto a Dmitri Medvedev per l'impossibilità di ricandidarsi a un terzo mandato consecutivo, come previsto dalla Costituzione. Sabato 24 settembre il presidente Vladimir Putin aveva annunciato che si sarebbe ricandidato per le elezioni politiche del 2012 e che avrebbe nominato Medvedev come suo Primo Ministro.
Il ministo delle Finanze, a Washington per un incontro con il Fondo monetario internazionale, aveva annunciato la sua opposizione a lavorare con Medvedev come Primo Ministro a causa di "disaccordi su questioni basilari" di finanza pubblica. In seguito, aveva affermato di volersi consultare con il Premier Putin per decidere se rimanere o meno al governo.
Secca la risposta del Presidente. Medvedev ha definito dichiarazioni di Kudrin "assolutamente ingiustificabili, tanto più se fatte negli Stati Uniti"."Può consultare chi vuole, incluso il premier – ha continuato il presidente – ma... sarò io a prendere queste decisioni. Dovete quindi..darmi una risposta entro oggi". "Nessuno ha ancora cancellato la disciplina e i rapporti gerarchici", ha commentato, aggiungendo che sanzionerà qualsiasi "dichiarazione irresponsabile" da parte del governo con il licenziamento.
Kudrin, a cui secondo gli analisti va il merito di aver evitato alla Russia la crisi finanziaria internazionale, avrebbe fortemente voluto la carica di premier. La Borsa di Mosca ha reagito negativamente alla richiesta di dimissioni del ministro: l'indice Rts, denominato in dollari, è sceso da 1581 a 1327 punti e l'indice Micex, denominato in rubli, è sceso subito da 1370 a 1356 punti.