L’Olp (Organizzazione per La liberazione della Palestina) ha respinto la proposta di road map stilata dal Quartetto per la pace composto da Usa, Ue, Russia e Onu. Prima di accogliere le condizioni poste dai negoziatori, ha detto l’organizzazione palestinese, Israele deve interrompere la costruzione di qualsiasi insediamento in Cisgiordania, come già il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen aveva chiesto venerdì scorso durante l’Assemblea plenaria dell’Onu a New York.
“La leadership palestinese ha affermato chiaramente che non può accettare di intrattenere negoziati che violano i limiti minimi di responsabilità e di serietà mentre continuano gli insediamenti e il furto di terre”, ha rilanciato il dirigente dell'Olp Yasser Abed Rabbo. Il documento che mira alla pace nel 2012, infatti, è poco chiaro sul tema degli insediamenti dei coloni israeliani.
Il Parlamento europeo, intanto, ha dichiarato “legittima” la richiesta di riconoscimento mossa da Abu Mazen al Palazzo di Vetro. Sei membri del Consiglio di sicurezza hanno già approvato la mozione palestinese: si tratta di Cina, Russia, Brasile, Libano e Sudafrica. Indecisi invece Gran Bretagna, Francia, Germania, Nigeria, Gabon, Bosnia e Portogallo.