06/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono arrivati tra gennaio e aprile, il governo ha concesso loro un documento di sei mesi ma ora non si sa che cosa li aspetta in futuro

Sono arrivati in Italia tra il primo gennaio e il 5 aprile 2011, partiti dalla Tunisia con la speranza, il più delle volte, di raggiungere i parenti in Francia. Il governo ha concesso loro un permesso di soggiorno di sei mesi per attraversare le frontiere di Schenghen, ma le autorità francesi li hanno rispediti nei nostri confini. Entro fine mese quel foglio scadrà e saranno in 11.800, questa la stima della Protezione civile, l'ente che ha gestito l'emergenza sbarchi, i migranti che diventeranno clandestini.

Nessuna circolare del governo ha chiarito se i permessi sono prorogabili o meno, così Caritas veneziana, l'Associazione studi giuridici per l'immigrazione (Asgi) e l'Arci di Genova lanciano un allarme: "Siamo di fronte a una situazione assurda: i permessi di soggiorno sono in scadenza e non c'è nessuna presa di posizione da parte del governo".

Il destino dei tunisini resta così avvolto nell'incertezza: senza permesso, per la legge italiana commettono il reato di clandestinità. Il 28 aprile la Corte di giustizia europea aveva dichiarato che la norma non rispetta l'impianto legislativo europeo: il reato, per Strasburgo, va stralciato. Questo, però, non ha impedito al governo di proseguire con i rimpatri: a fine settembre erano stati 604 i migranti partiti da Palermo con destinazione Tunisi.

 

Parole chiave: tunisia, francia, shenghen, clandestinità
Categoria: Profughi, Migranti
Luogo: Italia