Il Guatemala ha visto la prima tornata elettorale svolgersi fra violenze e intimidazioni, che comunque non hanno scalfito la voglia di votare dei cittadini, che hanno fatto registrare un'affluenza alle urne assai più alta rispetto alle previsioni. Ma l'emergenza resta. Nonostante i proclami di ministeri e presidenza della Repubblica, in cui annunciavano il calo di atti criminali nel 2011, i fatti dicono tutt'altro. E la crudeltà con cui questi crimini continuano a venir commessi è tragedia nella tragedia. E rende il 2011 ben più cruento del 2009, fino a oggi considerato l'anno più violento dell'ultima decade, con massacri multipli che lo rendono "estremamente sanguinoso". A parlarcene è Mario Polanco, del Gruppo di mutuo appoggio (Gam), Ong in difesa dei diritti umani, che monitora omicidi e violenze in Guatemala.
"Se il 2011 ha visto finora una riduzione dell'11 percento dei linciaggi, pratica comune da queste parti, ha anche registrato però un aumento del 10 delle esecuzioni extragiudiziarie - spiega Polanco - . Interessante è comunque analizzare il mese di settembre, emblematico per via della consultazione elettorale e da tenere presente visto il ballottaggio previsto a novembre. Le morti violente sono state 2496, delle quali 2096 uomini, 351 donne, 9 bambine e 40 bambini. E i dati sui minori sono angoscianti: sono molti di più dello scorso anno i bambini morti ammazzati". Mezzo predominante delle stragi: le armi da fuoco, che prevalgono nell'85.66 percento dei casi. "Tantissimi sono quindi i massacri verificatisi nei primi nove mesi dell'anno: 493, con 373 morti e 120 feriti. E la crudeltà ha raggiunto livelli disumani - spiega Polanco -. Sono state ritrovate persone senza braccia né gambe, torturate, trucidate. Pratiche che di solito si trovano nei paesi in guerra. Nel solo mese di settembre si contano 76 persone smembrate, fra cui 21 donne e un bambino".
Le zone più violente sono la capitale, con 593 vittime, quindi il comune di Mixco, con 150, e Villa Nueva con 147. Le zone meno colpite dalla violenza sono invece San Raimundo, con 2 vittime registrate a maggio, Fraijanes e San Pedro Sacatepéquez, entrambe con cinque morti a settembre. "Abbiamo anche evidenziato le categorie lavorative più vulnerabili - racconta -. Sono i commercianti, seguiti dagli autisti di autobus. Questi i mestieri più pericolosi". Interessante anche constatare che in Guatemala almeno un attacco al giorno avviene per mano di killer in moto. Con la conseguenza che a settembre 22 persone sono morte così.
Da qui i linciaggi. Come ci spiega Polanco, vista la totale incapacità delle autorità nel contenere la criminalità, molto spesso la gente reagisce con atti di linciaggio verso i criminali, metodo che molti considerano utile per combattere la delinquenza. E da quando il Gam monitora la messa in atto di questa pratica, non fa che aumentare. Ad eccezione del 2011, che in questo senso vede dei miglioramenti. "Tutt'altro segnale invece emerge guardando le esecuzioni, che sono aumentate rispetto al 2010. Veri e propri plotoni della morte hanno ucciso almeno 30 persone solo a settembre, tutti uomini. Ma settembre è stato un mese allarmante anche per le donne: i femminicidi sono saliti del 27 percento. Delle 360 morte, 54 - di cui due minori di 15 anni - sono stata fatte fuori in massacri, 27 sono state torturate, e anche qui una era minorenne e 22 sono state ritrovate senza arti".
Questo nei primi nove mesi dell'anno, e in particolare a settembre, mese delle elezioni, appunto. E se si comparano gli episodi violenti del 2011 con quelli del 2003, data dell'altro processo elettorale, l'aumento è del 55 percento, un dato non solo percepito dalla gente, ma anche dai candidati. "Occhi puntanti e fiato sospeso dunque - conclude Polanco - sul 6 novembre, quando si verificherà il ballottaggio. Constatiamo se l'incremento della criminalità sia dovuto anche alla tornata elettorale, visto che la politica è sempre legata a filo doppio alla violenza".
Stella Spinelli