18/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Tornato in patria dopo cinque anni di sequestro. Intanto i prigionieri palestinesi sono stati consegnati alla Croce Rossa in Egitto

"Ho sempre confidato che sarei stato rimesso in libertà. Sto bene, Hamas mi ha trattato bene. E spero che questo accordo possa aiutare il processo di pace tra israeliani e palestinesi". Queste le prime parole pronunciate da Ghilad Shalit, il caporale israeliano liberato oggi da Hamas dopo cinque anni di prigionia, in cambio della liberazione di mille palestinesi in mano agli israeliani.

Le autorità egiziane hanno consegnato il caporale Gilad Shalit ai militari di Tel aviv che lo hanno riportato in Israele dove è grande l'attesa nel Paese per il suo ritorno. I genitori lo aspettano nella caserma di Tel Kof. Il ragazzo, oggi venticinquenne, verrà sottoposto ad una visita medica e poi incontrerà il presidente Benjamin Netanyahu.

Il caporale, catturato cinque anni fa, è stato portando da uomini di Hamas a Rafah, sul versante egiziano, dove un funzionario israliano ne ha verificato l'identità, dando poi il disco verde alla liberazione dei primi 477 prigionieri palestinesi rilasciati da Israele come parte dello scambio. Altri 550 verranno liberati entro due mesi. "Sarò felice se i prigionieri palestinesi liberati oggi non torneranno a combattere contro il mio Paese", ha detto Shalit.

Non è chiaro se il caporale abbia attraversato il confine o sia passato per uno dei tunnel sotterranei che servono al contrabbando, come rivelato da fonti vicine ad Hamas. Al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali del governo di Tel Aviv ma trapela una certa soddisfazione per il buon esito delle operazioni di scambio.

Alcune tv egiziane hanno mostrato le prime foto di Shalit: sembrerebbe in buone condizioni, fresco di rasatura, con una camicia chiara e un cappello scuro. Nei fotogrammi compare accanto ad Ahmed Jabari, capo del braccio militare di Hamas. Intanto, i pulman partiti da Israele con i palestinesi hanno raggiunto l'Egitto; qui i prigionieri appena liberati sono stati presi in consegna da uomini della Croce Rossa che procederanno alle visite.