19/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Domenica a Chiomonte si riverseranno migliaia di persone. Il leader Perino predica la non-violenza, anche se è deciso: "Taglieremo le reti del cantiere 'abusivo'"

Dopo essere stato chiamato in causa addirittura dal ministro dell'Interno Maroni, Alberto Perino, portavoce del movimento No Tav, rilancia le ragioni della protesta attraverso la disobbedienza civile. Domenica si terrà il corteo anti-Tav alla Maddalena, e Perino sa che tutti gli occhi saranno puntati sulla Valsusa. Anche, e soprattutto, quelli del leghista Maroni.

Un giornalista ieri aveva messo in bocca a Perino parole non sue, che il ministro ha ripreso, in forma strumentale. "Sono indignato - diceva ieri Maroni - del fatto che per qualcuno domenica prossima succederà 'qualcosa di brutto'". Quel 'qualcosa di brutto' Perino lo riferiva al comportamento dei poliziotti, quando, nell'intervista, spiegava che "noi siamo convinti che domenica succede qualcosa di brutto, i poliziotti faranno delle azioni incredibili per non lasciarci neanche avvicinare alle reti". In seguito a queste parole, il giornalista chiedeva: "e quindi?" Perino rispondeva: "e quindi le prenderemo come al solito". Solo che nell'intervista l'ultima sua frase risultava: "e quindi prenderemo il cantiere". Un travisamento totale, se non una vera e propria manipolazione, che ha portato il portavoce del No Tav a far intervenire il suo legale con richiesta di rettifica, riservandosi ulteriori iniziative giudiziarie contro il giornalista e il suo giornale.

Anche da questi eventi si vede come, dopo gli scontri di Roma, la tensione per il corteo del 23 rimanga molto alta. Gli organizzatori hanno chiesto su Facebook di astenersi dalla violenza, di partecipare con macchine fotografiche e videocamere affinché si possano riprendere movimenti anomali e registrare le azioni sia di eventuali 'facinorosi' che il comportamento dei poliziotti. Stasera si terrà l'assemblea per decidere lo svolgimento della manifestazione, che sicuramente vedrà un'azione di resistenza civile attiva, non-violenta, già annunciata da Perino: il taglio della recinzione esterna del cantiere.

"La manifestazione sarà pacifica e determinata, a volto scoperto, senza niente in mano che non siano delle tronchesine", spiega a PeaceReporter il portavoce di No Tav. "Vogliamo tagliare quelle reti. Non entrare nel fortino, ma tagliare le reti della recinzione esterna, perché sono illegali. Checché ne dicano - mentendo e sapendo di mentire - quelli della Ltf (Lyon Turin Ferroviaire, società responsabile della parte comune italo-francese della Torino-Lione, ndr). E' abusiva perché non è mai stato fatto il progetto esecutivo. La recinzione del cantiere è infatti descritta nel progetto esecutivo, che loro non hanno mai presentato. Il Cipe ha autorizzato un progetto definitivo dove non c'era nessuna recinzione, con 135 prescrizioni obbligatorie che quelli dell'Ltf hanno bellamente ignorato. Quindi quelle recinzioni sono abusive e illegali".

E voi le volete tagliare. Ma non ve lo lasciano mica fare. Cosa fate se vi trovate davanti una barriera di poliziotti in tenuta anti-sommossa?

"Non le tagliamo più, ovviamente".

Non temi che la situazione possa scappare di mano a qualcuno, intendo dire a qualche persona un po' più vivace della altre?

"No. E ti spiego perché. Il 31 luglio abbiamo fatto la manifestazione sotto le reti, da Giaglione a Chiomonte, senza fare alcun atto violento. C'erano 10mila persone, e non è stata tirata né una pietra, né indirizzato un insulto ai poliziotti. Chi viene sa che le regole sono queste. Chi non vuole rispettarle se ne può stare a casa".

Il governo reagisce a Roma con pugno di ferro. Come reagirà a Chiomonte? Cosa rispondi a Maroni e ai suoi provvedimenti sulla sicurezza e le manifestazioni?

"Quello che dice Maroni riecheggia ciò che diceva Cossiga negli anni '70. Per chi non se lo ricorda Cossiga disse che bisognava infiltrare i movimenti studenteschi, non arrestarli, ma lasciar loro devastare per poi massacrare i manifestanti, e via dicendo. Dopo che la polizia a Roma ha fatto un servizio squallido e indegno, non intervenendo prima per poi fare i caroselli in piazza San Giovanni, mi fa venire il dubbio che qualcuno - essendo il momento assai triste per il governo e per la patria e via dicendo - abbia riesumato i metodi cossighiani".

Domenica in Valsusa sono attese migliaia di persone. Il corteo partirà da Giaglione intorno alle 10,30. Sarà una giornata di protesta civile, da parte di un movimento che ha le idee chiare. "Siamo il contrario di come ci dipingono i media - si legge sul documento pubblicato dal sito Notav.info - e non abbiamo portavoce nè leader, non abbiamo chi ci guida, diffidiamo di chi vorrebbe usarci [...]. Siamo il movimento che punta sulla partecipazione e sull'azione di massa, e non sulle incursioni di pochi. Siamo anche noi un movimento di indignati e domenica prossima cercheremo di dare un taglio alle reti che vorrebbero cancellare la nostra dignità e zittire le nostri voci e lo faremo a mani nude, a volto scoperto, a testa alta".

Luca Galassi

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