"Un grande rivoluzionario, un grande combattente e ora un martire" con queste parole il presidente venezuelano Hugo Chavez ha voluto ricordare la figura del leader libico Muhammar Gheddafi, ucciso dagli insorti ieri nella città di Sirte dove si stava nascondendo. Il presidente venezuelano ha voluto collegare la fine del presidente ad un avvertimento agli Stati Uniti d'America: "questa storia in Libia sta appena iniziando, perché lì c'è un popolo, c'è dignità. L'impero Usa non potrà dominare il mondo" ha concluso il presidente Chavez.
Differente la reazione della politica cinese. Le autorità non hanno commentato direttamente i fatti libici ma un portavoce del ministero degli Esteri ha fatto sapere che "Pechino spera che la Libia possa avviare un processo di transizione politica all'insegna dell'apertura prima possibile". Non solo. La Cina "auspica che la Libia preservi la solidarietà e l'unità nazionale, promuova quanto prima la stabilità sociale ed avvia una ricostruzione economica che consenta alla popolazione di vivere in pace e tranquillità".
Anche il Giappone ritiene importante che "il governo ad interim possa essere lanciato presto e che possa la Libia creare i presupposti di un clima utile per la ricostruzione".