27/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sale a quota 67 il numero delle esecuzioni avvenute quest'anno nella penisola arabica

Mohammed al-Harbi e Abdullah al-Jahdali, sono stati giustiziati oggi in Arabia Saudita.
Ad annunciarlo è il ministero degli Interni, specificando che uno avrebbe investito intenzionalmente una coppia, Rabih al-Asiri e sua moglie Nasila Asiri, mentre l'altro, al-Jahdali, avrebbe sparato contro l'auto di un uomo, Fahd al-Jahdali, uccidendolo.

La normativa della pena di morte in Arabia Saudita viene applicata secondo le regole della "legge wahabita", un'interpretazione fondamentalista del Corano. Secondo dati riferiti dall'agenzia di stampa statale Spa, sale a 67 il numero delle esecuzioni registrate nel 2011.

Mohammed al-Harbi, cittadino di nazionalità saudita, è stato impiccato oggi nella provincia occidentale di Qunfudah, mentre Abdullah al-Jahdali, è stato decapitato nella provincia occidentale di Al-Laith. Secondo la legge coranica osservata in Arabia Saudita, sono puniti con la pena capitale i reati di omicidio, stupro, apostasia, rapina a mano armata e traffico di droga.