Scaduto il 19 giugno scorso il termine per attivare la "Carta Blu Ue", la Commissione europea decide di rivolegersi agli Stati inadempienti aprendo una seconda tappa della procedura d'infrazione, così da esortare i paesi "ritardatari" ad adeguare le proprie normative con le nuove disposizioni.
La Carta Blu dovrebbe essere una sorta di green card americana, un passepartout che dovrebbe facilitare l'immigrazione di personale altamente qualificato. In una nota scritta dal presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, egli stesso dichiara: "Con la proposta adottata oggi sulla 'Carta blu Ue' stiamo mandando un segnale chiaro: gli immigrati altamente qualificati sono i benvenuti nell'Unione europea. [...] Questo proteggerà i cittadini dell’Ue dalla concorrenza sleale sul mercato del lavoro e promuoverà l’integrazione degli immigrati nelle nostre società”.
Tra gli Stati che ancora non si sono adattati alla nuova normativa c'è l'Italia, insieme a Germania, Malta, Polonia, Portogallo e Svezia.
Alla vigilia della proposta, il ministro degli Esteri Franco Frattini, aveva salutato con entusiasmo l'iniziativa dichiarando: "Vogliamo che l'Europa diventi una destinazione interessante almeno quanto le mete migratorie privilegiate come l’Australia, il Canada e gli Stati Uniti. Altrimenti, l’Europa continuerà a ricevere soltanto immigrati con qualifiche basse e medie".