03/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di manifestanti hanno sfilato a Nizza. Tra le accuse, non aver preso decisioni sulle oasi offsore

Gli "indignados" arrivano anche a Nizza, a 30 chilometri dal palcoscenico del G20 di Cannes. La città è stata attraversata da migliaia di contestatori (4.500 per la polizia, 10mila per gli organizzatori). Tra loro anche un finto Robin Hood che ha chiesto a una marionetta di Barack Obama di firmare "l'adozione di una tassa su tutte le transazioni dei mercati valutari" per stabilizzarli e "procurare risorse da destinare alla comunità internazionale".

Un altro gruppo di 320 manifestanti, guidati da Renaud Fossard del Comitato Cattolico contro la Fame e lo Sviluppo (Ccfd), ha sfilato per "denunciare l'ipocrisia del G20 relativamente ai paradisi fiscali", sui quali il vertice non ha preso alcuna decisione. Stranita la reazione di Leonardo Saviano, storico del Principato di Monaco, uno dei luoghi presi di mira dai contestatori: "Sono rimasto vivamente sorpreso dell'impostazione della stessa manifestazione e dei concetti espressi, ha detto. Basti riflettere sulle decine di migliaia di pendolari italiani e francesi che ogni mattina vengono a lavorare a Monaco, dove l'intesa franco-monegasca è provata dalla sottomissione volontaria da parte del principato delle banche monegasche alla banca di Francia".

Al corteo ha partecipato anche Eva Joly, candidata con i Verdi alle prossime elezioni presidenziali francesi. "Monaco - ha affermato Joly - conta 35mila abitanti e 340mila conti bancari". Poi ha aggiunto: "Se gli impegni sui paradisi fiscali presi ai G8 e ai G20 precedenti fossero stati mantenuti, la Grecia non sarebbe nella situazione attuale".

 

Parole chiave: grecia, g20, papandreu, monaco
Categoria: Diritti, Economia
Luogo: Francia