09/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



"Il rendimento sui titoli di Stato italiani ha raggiunto nuovi massimi ed è ad un livello che i nostri economisti considerano insostenibile. I precedenti storici indicano che le dinamiche negative che si auto-alimentano che adesso minacciano l'Italia sono molto difficili da spezzare. A questo punto, l'Italia può essere oltre il punto di non ritorno".

La permanenza di Berlusconi a Palazzo Chigi in questi giorni ha causato il disastro. E ha evidenziato le corresponsabilità del Presidente Napolitano e di tutte le opposizioni nel disastro nel quale stiamo letteralmente sprofondando. Responsabulità che non sono di oggi, ma che cominciano ad agosto, quando si è  lasciato al caimano il tempo per ricostruire la sua tenuta politica, e lo stesso "errore" si è ripetuto a dicembre.

Ma a pagare l'uscita di scena del caimano non saranno né Berlusconi, che pure in questi ultimi 15 anni qualche soldo lo deve aver messo da parte, né la casta politica, che ha rinviato sine die ogni ipotesi di autocontenimento delle spese. Saranno come al solito le classi, i ceti, insomma le persone più deboli. Perché? Perché i tentennamenti della casta politica (che ha cercato disperatamente di guadagnare tempo per non perdere la pensione mentre tagliavano le pensioni degli altri) e del presidente Napolitano sono costati miliardi di Euro. Ogni giorno in più del Presidente del consiglio costa, adesso, oltre 27 milioni di euro in più a quel che lo Stato spende per mantenere il debito. Ma il guaio è che ogni giorno che passa quella cifra aumenta perché aumentano gli interessi sul debito e la crisi in generale.
E, inoltre, ci troviamo nella situazione in cui le ricette per ripagare questi miliardi di euro buttati nel cesso ci vengono imposte da terzi (dalle banche, che com'è noto non hanno a cuore le sorti delle persone) senza che se ne possa nemmeno discutere.

Maso Notarianni

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