D'accordo. Ce l'ha fatta la crisi internazionale e quell'asticella dello spread tra i titoli italiani e i titoli tedeschi che saliva inesorabilmente. Ce l'ha fatta l'Europa che gli ha fatto pagare molti vecchi conti e una credibilità andata in frantumi. Ma, a poche ore dalle dimissioni, mentre nasce il governo Monti e continua la conta lunga dei danni di questi 17 anni, serve ricordare che le donne hanno dato al potere berlusconiano una spallata potente ed hanno pubblicamente costruito una contronarrazione rispetto all'immaginario televisivo che ha pervaso questo tempo e alla lunga vicenda che va sotto il nome di sexygate.
Se oggi si digita sui motori di ricerca "Berlusconi e le donne", viene fuori la lunga galleria di escort, veline e giovani donne che, dal famoso j' accuse di Veronica Lario - "Quest'uomo è malato, va con le minorenni" alle battute processuali del Rubygate, hanno occupato stabilmente le nostre cronache. Costituiscono la storia per immagini dell'ossessione senile e mortifera di Berlusconi per corpi giovani, ma pure l'evidenza di come il suo consenso si sia costruito sulla complicità, anche delle donne, certamente, su un'idea accessoria, decorativa del femminile in un Paese in netto ritardo su tutte le questioni - lavoro, carriera, presenza politica, condivisione dei ruoli di cura - che riguardano le donne.
La contronarrazione che le donne hanno costruito nelle piazze di Se non ora quando e non solo ha denunciato quanto questo nesso fosse profondamente politico e riguardasse tutte le donne: l'estetica costruita negli anni del berlusconismo - al netto del dibattito sulla libera scelta di fare la escort - pesa come un macigno, come un ulteriore handicap sulle spalle delle donne, a cominciare dalle più giovani e rappresenta l'incredibile spreco, al tempo della crisi, di capitale sociale e culturale.
Molto lavoro da fare dunque per le donne e per gli uomini: primo segnale deve essere- si deve chiederlo al governo che nasce mentre impazza un totoministri monosessuato - accorgersene e non restituire ancora una volta la foto di un paese governato solo da uomini.
Assunta Sarlo