Sono ripresi in Egitto gli scontri nella piazza "Tahrir" del Cairo, teatro ieri di violenti scontri tra la polizia e manifestanti nel corso dei quali sono rimasti uccisi almeno 13 dimostranti e feriti altri centinaia. Testimoni oculari citati dalla tv satellitare "al Arabiya" hanno riferito che questa mattina i manifestanti accampati nella centralissima piazza della capitale "hanno respinto una nuova carica delle forze di sicurezza che volevano sgombrarli". Poco fa, le forze di sicurezza egiziane hanno sparato lacrimogeni per impedire ai manifestanti di marciare verso il ministero dell'Interno. Lo riferisce l'emittente al Arabiya. Intanto, il ministero della Salute egiziano ha rivisto al rialzo il bilancio delle vittime al Cairo, aggiornandolo a ventidue. A piazza Tahrir gli scontri sono concentrati soprattutto nella parte sud-ovest. Gli agenti sono schierati nella via Mohamed Mahmoud, che si trova a poca distanza dal ministero. Secondo alcuni corrispondenti del quotidiano egiziano Al-Masry al-Youm, nella piazza vi sono almeno quattromila dimostranti. Stamane si era diffusa la notizia di una tregua raggiunta tra manifestanti e forze di sicurezza ma la situazione è di nuovo precipitata. Ahmad Sami, dottore volontario in un ospedale da campo allestito nella moschea di Omar Makram, ha riferito di aver visto almeno sei casi di persone ferite da pallottolle. I manifestanti, di nuovo accampati nella piazza simbolo della protesta di gennaio che ha deposto il regime dell'ex presidente Hosni Mubarak, hanno posto delle barriere in tutti gli ingressi della piazza. I dimostranti, a una settimana dalle elezioni legislative, chiedono alla giunta militare che governa il paese di lasciare subito il potere.