22/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La decisione rappresenta un passo in avanti verso il modello di contratto Pomigliano, già integrato nella sede automobilistica di Mirafiori

Dal 1 gennaio 2012 la Fiat ha annunciato la disdetta di tutti gli "accordi sindacali e delle prassi collettive in atto", formalizzando di fatto l'ampliamento del cosidetto modello Pomigliano, già in vigore nello stabilimento Mirafiori. Gli amministratori della fabbrica del Lingotto si sono detti disponibili a "promuovere incontri finalizzati a realizzare accordi uguali e migliorativi" rispetto a quelli sinora in vigore.

L'annunciata disdetta può essere letta all'interno di quella stessa linea adottata dalla Fiat rispetto alla decisione di recidere i rapporti con i sindacati imprenditoriali quali Confindustria e Federmeccanica.

Forti le reazioni da parte di politici e sindacati. Maurizio Landini, segretario della Fiom- Cgil, già precedentemente si era detto pronto a "mettere in campo qualsiasi azione" per contrastare l'estensione dell'accordo Pomigliano agli altri stabilimenti presenti sul territorio. Rocco Palombella,segretario generale della Uilm ha invece dichiarato: ''Chiederemo subito un incontro all'azienda per verificare gli effetti del recesso, con l'obiettivo di continuare ad assicurare ai lavoratori gli stessi trattamenti economici, anzi possibilmente migliorandoli, senza mettere in discussione i diritti''.

Con la disdetta degli accordi ''il rischio - ha commentato il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo - è che la più grande azienda italiana proceda ad un regolamento unilaterale che sarebbe la vera fine delle relazioni sindacali nel Paese''.

Per il segretario nazionale del Pdci-Federazione della sinistra, Oliviero Diliberto, la posizione assunta dalla Fiat è "un indegno colpo di mano, che con il modello di Marchionne punta a creare terra bruciata attorno ai diritti dei lavoratori".

Intanto, il segretario provinciale della Fiom Chieti, Marco Di Rocco, ha convocato agli stabilimenti Sevel uno sciopero di 8 ore nel turno straordinario di sabato 26 novembre, mentre dall'Idv Antonio di Pietro ha dichiarato: ''Con la disdetta di tutti gli accordi sindacali la Fiat chiude il cerchio, annunciando di fatto l'abbandono del nostro Paese, individuando nei lavoratori il capro espiatorio. Sui dipendenti è stata scaricata l'incapacità di fabbricare automobili innovative, ad alto valore aggiunto e di venderle sul mercato''.

Parole chiave: Fiat, sindacati, Pomigliano
Categoria: Diritti, Politica, Storia
Luogo: Italia