23/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Mentre il Consiglio Supremo militare promette aperture e passaggio di consegne, continua il toto-premier. Due i papabili: Mohamed El Baradei e il leader dei Fratelli Musulmani, Abdel Muniam Abu al-Futuh

Alba di oggi sono ripresi i disordini tra manifestanti e forze dell'ordine nelle strade intorno al ministero dell'Interno, al Cairo. E intanto a migliaia continuano a presidiare piazza Tahrir, dopo una giornata molto tesa per tutto il Paese. E' ripreso il lancio di gas lacrimogeni. Il movimento '6 aprile', uno degli ispiratori della rivoluzione anti Mubarak, ha deciso di rimanere in piazza fino a quando il Consiglio militare non annuncerà una data precisa per le presidenziali, previste entro giugno 2012.
L'apertura del Consiglio supremo delle forze armate - che ieri ha promesso le elezioni presidenziali per l'anno prossimo e ha annunciato la formazione di un governo di salvezza nazionale che realizzi gli obiettivi della rivoluzione di gennaio che ha portato alla caduta di Mubarak - non sembra avere avuto effetti immediati sulle manifestazioni. Il bilancio secondo le autorità del Cairo è di 30 vittime, due delle quali nella giornata di ieri.

Oggi Mohamed El Baradei, probabile premier dopo le dimissioni del primo ministro Essam Sharaf, ha denunciato la violenza della repressione delle proteste di piazza e aggiunto: "Accetterò la guida del nuovo governo egiziano a condizione che sia veramente indipendente dalle ingerenze dei militari. Le condizioni che pongo per accettare la guida del governo - ha spiegato in un'intervista al quotidiano egiziano al-Wafd - sono che le prossime elezioni si tengano nei tempi stabiliti e che il mio nome ottenga la fiducia del nuovo Parlamento. Voglio inoltre avere pieni poteri e non subire le ingerenze dei militari".
Altro candidato, il leader dei Fratelli Musulmani, Abdel Muniam Abu al-Futuh.

Parole chiave: giunta militare, fratelli musulmani
Categoria: Diritti
Luogo: Egitto