24/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli esperti danno per favorito il partito islamico: si teme un'astensione molto alta

Domani 13 milioni di marocchini saranno chiamati alle urne per le elezioni anticipate, indette dopo l'approvazione della nuova Costituzione voluta dal re Mohammed VI. I partiti candidati sono 33 e, nonostante siano vietati i sondaggi nelle due settimane precedenti il voto, gli analisti danno per favorito il Partito giustizia e sviluppo (Pjd), islamico e di estrazione marcatamente antilaica. Tuttavia, altri partiti possono vantare un notevole favore dell'opinione pubblica, come il partito del primo ministro Abbas al Fassi, Istiqlal (Indipendenza), il Partito dell'autenticità e della modernità (Pam) e l'Unione nazionale degli indipendenti (rni), di stampo liberale.

Si teme però un forte astensionismo, endemico in Marocco (nel 2007 l'affluenza fu del 37 percento), e l'adesione alla richiesta di boicottare il voto partita dal Movimento 20 febbraio, leader delle proteste di piazza della Primavera Araba.

Proprio in risposta alle proteste e per arginare i disordini il re ha voluto la nuova Costituzione, approvata il primo luglio scorso, che conferisce più poteri al primo ministro. Tuttavia, il Movimento 20 febbraio ritiene la misura insufficiente rispetto alle richieste di profonde riforme sociali e politiche e sono in molti a ritenere la nuova Costituzione non democratica.