25/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo gli attivisti, 35 persone sono state uccise nelle ultime ore

L'ultimatum della Lega araba sta scadendo ma la repressione in Siria non si ferma. In queste ore le forze di sicurezza siriane hanno dato inizio ad una serie di operazioni contro gruppi di militari che hanno scelto la diserzione piuttosto che aprire il fuoco contro i cittadini che da mesi chiedono le dimissioni del governo di Bashar al Assad.

Raid militari sono in corso in queste ore ad Hama, Homs e Idbil. Continuano le violenze anche contro la popolazione civili. Secondo fonti vicine ai comitati di attivisti, solo nelle ultime ore sarebbero state uccise 35 persone. Assad non sembra esser disposto a cedere nonostante l'ultimatum della Lega araba stia per scadere: la Siria ha poche ore per firmare un memorandum che permetterà agli osservatori internazionali di entrare nel Paese. Qualora non firmasse, la Lega renderebbe esecutive le sanzioni già predisposte. Ipotesi che non piace alla Russia, contraria a qualsiasi tipo di pressioni dall'esterno.

Contro la repressione cui ha fatto ricorso Damasco si è pronunciato il ministro degli Esteri italiani, Giulio Terzi, in uno dei suoi primi interventi da titolare della Farnesina: cessino subito "le mostruosità delle uccisioni negli ospedali, delle sparatorie nelle strade e delle torture che registra la cronaca quotidiana in Siria", ha detto il ministro nel corso di un incontro col suo omologo turco Ahmet Davutoglu.

 

 

Categoria: Diritti, Tortura, Politica
Luogo: Siria