09/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



(segue dalla SECONDA PARTE)

Norma Rangeli, introduce La democrazia, la politica, la terza e ultima sessione del Forum Nazionale di Firenze. Finora, buona miscela fra utopia e realtà. Credo che l'europeismo è capitolato rispetto ai temi economici, capitolazione politica. Il governo Monti sono economisti chiamati a governare mentre la democrazia sta cercando il modo di ripresentarsi ai cittadini. La tecnostruttura di Bruxelles e Francoforte domina. I partiti sono in penitenza e poi risorgeranno o sono finiti perche nessuno li richiamerà in vita. Siamo governati da paura e sensi di colpa e la democrazia sembra un lusso. Da una parte, crisi economica, dall'altra crisi della politica. Crisi di leadership. A sinistra non esiste più il partito come soggetto collettivo, è un campo dove ogni componente giova in proprio. È fallito il progetto Pd, come maggioritario. Ci sono due anime che non convivono in armonie. E nel centrosinistra c'è un Idv con molti limiti. Da qui il successo di Vendola persino indipendentemente dalla sue capacità perche ha un linguaggio un'idea politica e non ha un partito alle spalle. E i partiti, per come li abbiamo conosciuti, hanno esaurito la funzione pedagogica e sono un ostacolo al rinnovamento della politica e della rappresentanza. Assistiamo a una deriva securitaria. Incattivimento sociale. Le disuguaglianze crescono. E le masse sono preda del popolusimo e della xenofobia. La rappresentazione della protesta non basta a fare la sinistra. Occorre un punto di vista e un programma.

Prende la parola Paul Ginsborg. Tre punti telegrafici. 1 - non è facile arricchire ed estendere la democrazia in un periodo di recessione e di neoliberismo. La recessione porta alla restrizione delle possibilità della democrazia, proprio in quella rivendicazione dei diritti che sono avvenute nella seconda parte del Novecento. La democrazia sociale, al democrazia economica e la democrazia di genere. Espulsione delle donne dai loro diritti di cittadinanza e di lavoro. In Italia c'è una democrazia di uomini. E la repressione peggiora la situazione. E il neoliberismo si può intravedere un doppio processo. A livello globale c'è stata un'espansione della democrazia rappresentativa che ha portato il 70 % a essere democratici. Insieme con quello troviamo che il neoliberismo impoverisce la democrazia rappresentativa nei paesi in cui la democrazia è vecchia. I flussi ininterrotti e incontrollabile di denaro che vanno nella competizione elettorale, l'impossibilità di controllare le spese elettorali. E ovviamente Berlusconi è un illustre esempiuo della deformazione della democrazia. È difficile invertire questo andamento. 2 - in un articolo del 7 dicembresul Manifesto il sindaco di Napoli chiede una rete di comuni per i beni comuni, in particolare difesa esito referendum sull'acqua. Mentre il 5 dicembre, tutta una parte dei sindaci della toscana hanno votato una proroga della concessione del servizio idrico alla Spa Nuove Acque. Il suggerimento del sindaco di Napoli mi ha rammentato Carlo Catagno I comuni sono la Nazione nel piu intimo asilo della sua libertà. Pare che fuori di codesto modo di governo la nostra nazione non sappia operare cose grandi dal punto di vista politico. Quando ci siamo recentemente messi insieme per la sinistra arcobaleno l'esperimento è stato fatto male e in modo razzista ed è stato solennemente bocciata dall'elettorato. Chiedo, si può andare oltre queste esperienze infelici? 3 - bisogna pensare a una forma costitutuvia non gerarchica ma confederale. Il mio punto di riferimento è Ferraris e il lavoro che ha fatto sul movimento socialista belga a fine ottocento. È un esempio storico ricco ci fa vedere come molte espressioni diverse riescono a confederarsi autonomamente. Mettiamo in nuova forma la necessità di andare oltre ciò che abbiamo. A - qui c'è un nodo teorico difficile. La questione rapporto fra democrazia rappresentativa e parteceipata. Non si può cancellare uno in favore dell'altro. Non solo quale sia più giusta. Questa connessione è da elaborare. B - vorrei che discutiamo di un altro problema mai discusso recentemente, la discussione della democraticità delle persone. Perché la sfera intima, dei rapporti non è mai considerato nei discorsi della sinistra. A casa ci facciamo a pezzi fra piccoli e grandi gruppi. Mai un'autocritica sulle passioni, sull'odio, sull'invidia, la competizione. Che porta un target preciso che è lontano alla sinistra e cioò è neoliberista. Occorre una forma non gerarchica di un nuovo soggetto, la democraticità delle persone. Lavoriamoci.

Donatella Della Porta. Quando si parla di crisi della democrazia e di soluzioni non ci sono idee chiare, abbiamo bisogno di  spazi dove le idee possano crescere. Il percorso del social forum è stato un percorso in cui sono state avanzate tante proposte sull'Europa, ma il problema resta aperto. La crisi finanziaria è prima di tutto crisi di democrazia. Rinuncia delle Istituzioni a intervenire a ridurre le disuguaglianze. La politica è stata abbagliata dal potere economico, da qui la corruzione visibile decisioni spostati in luoghi non rappresentativi. Tecnici legittimati a fare politica. La democrazia rappresentativa non rappresenta più perché è stata espropriata. Da Merkel e Sarkozy alle agenzie di rating le decisioni si sono spostate a istituzione non legittimate dalla rappresentatività. E le risposte sono vecchie e inefficaci. La politica e la democrazia sono sempre meno capaci di intervenire. La folle proposta di introdurre il pareggio di bilancio nella Costituzione viene da qui. L'effetto è il crollo della fiducia dei cittadini. Il popolo della sinistra non si fida più del Parlamento, delle istituzioni rappresentative. Ci sono però elementi di speranza. I movimenti che si sono sviluppati dalla primavera araba agli indignados a occupy wall street hanno lanciato l'idea di un'altra democrazia ora. Non c'è solo l'alternativa fra rappresentata e diretta. Siamo di fronte a una situazione di crisi economica che rende le soluzione politiche più importanti ma anche più difficili. Uno degli elementi a cui dare risposta è la diffusione dell'idea che non c'è alternativa. Non è vero ed è pericoloso. Vuol dire delegittimare la democrazia e la politica che in questi momenti sono fondamentali. In questa crisi, si cercano i tecnici. I canali di collegamento fra movimenti e partiti si sono indeboliti notevolmente. Prima c'era una doppia militanza. Il partito debole, il partito che non esiste più come costruzione di idee è ciò che è rimasto della sinistra di una volta e non ha più questi canali di ascolto. E nemmeno ce l'hanno i movimenti. La ricostruzione di interazione fra rappresentanza e movimenti è un problema aperto. La democrazia cosmopolita è da costruire. Tanti spazi e modelli di incontro e di democrazia nel rispetto della diversità e nella potenziale ricerca di una soluzione possibile.

Tania Rispoli 1 -Svuotamento della democrazia rappresentativa. 2 -Ruolo dei tumulti nella costruzione della democrazia 3 -Esperienze già in campo e che ripensano la democrazia oggi Si può valutare la chiamata di Monti come una forma di dittatura commissaria o come una rivoluzione dall'alto. Il dispostivo finanziario ha commissariato il potere decisionale ai cittadini sulla loro vita politica. La rivoluzione dall'alto è connessa a uno stato d'eccezione, che si fa permanente. Stato d'eccezione è anche populismo. È finito Berlusconi ma non il berlusconismo. È una forma di potere, il potere carismatico in questo caso fondato sui media, che non è finito. L'esautoramento della democrazia significa anche disaffezione verso la democrazia parlamentare e rappresentativa. Esempio spagnolo. La scelta dell'astensionismo è stata consapevole, e ha vinto il partito popolare che ribadisce la crisi della democrazia rappresentativa. Da una parte la Bce e dall'altra i movimenti. 2 - la politica è l'affermazione della parte dei senza parte. Dal 2008 abbiamo visto che i ci sono stati molti conflitti e tumulti. Ci sono alternative oggi. Bisogna assumere fino in fondo la crisi della forma partito e della forma sindacato. La divisione non è solo fra democrazia rappresentativa o democrazia diretta, si può immaginare una forma di democrazia aperta. 3 - molti quando parlano della crisi della seconda repubblica si rifanno alla prima repubblica o alla Costituzione. C'è bisogno di un nuovo processo di ricostituzionalizzazione che deve arrivare dal basso. Una riscrittura dal basso dei principi fondamentali della nostra vita associata. Il referendum è un istituto relativamente antico che stavolta ha funzionato grazie al movimento e al conflitto. Da dove dobbiamo partire? Dalle occupazioni, dalle reti sociali, dalla denuncia e dalle mobilitazioni. Vedi il Cile e i suoi studenti. E infine Oakland: il 2 novembre tutti i movimenti di occupazione si sono incontrati con una forma di sciopero molto nuova che ha bloccato città produzione e distribuzione è un'ispirazione transatlantica che ci può fare arrivare a vedere una nuova democrazia. Ha chiuso Mario Dogliani. "non sono così certo che la situazione di essere sull'orlo dell'abisso da cui è nato il governo Monti si potesse evitare. Non penso si potesse evitare un passaggio così traumatico. Riflettiamoci. L'essere sull'orlo del burrone era una bufala o no? Io non penso. Si è affermata l'idea che la democrazia sia due fazioni in lotta. Ed è un'idea che viene da lontano e che è stata istituzionalizzata. Certo la democrazia è un succedersi delle maggioranze, ma in un combattimento a due faccia a facci la destra vince sempre con la sinistra. È chiaro che vince lo schieramento che solletica la paura, l'avarizia, il mantenimento dello status quo. Si crea una democrazia basata sul pauroso marginale e sull'abietto marginale. Questo tipo di democrazia riduce, degrada l'elettore a un consumatore, che scegli quello o quel prodotto. E ciò indebolisce la democrazia, snervandola della sua essenza. La democrazia è conflitto di gruppi sociali. Se viene meno questa idea del conflitto organizzato, della democrazia come la versione secolarizzata della società divisa dalle lotte religiose, in cui la militanza politica è la secolarizzazione del diritto alla conversione, la democrazia si indebolisce, perché fatta da platea di consumatori. E si indebolisce lo Stato. Sono stati imbelli quelli che non hanno più dentro questa ossatura rappresentato dal pluralismo e dal conflitto politico. Parliamo di crisi del potere democratico. Il potere economico c'è ed è forte, ma il potere democratico di cosa è fatto, di cosa ha bisogno? Questa la domanda cruciale. Bisogna guardare davanti e dedurre dal tipo di problemi e di sfide la gravità di questo problema. Come si riporta il controllo degli Stati sul movimento dei capitali. Come si riorienta l'Unione europea, oramai ingoiata dal neoliberismo vincente che l'ha concepita come un avamposto della globalizzazione? Il berlusconismo e il debito pubblico sono uno specchio della nostra autobiografia. L'Italia è malmessa, ma con che tipo di potere colmiamo il debito. Fra democratizia rappresentativa e diretta, non possiamo stabilire delle cesure, bisogna che gli uni fertilizzino gli altri. Evitiamo l'aventinismo!

Alberto Lucarelli. Individuare la democrazia della rappresentanza della partecipazione, diretta e di prossimità. In questo momento storico si deve lavorare intorno a queste quattro dimensioni. Che possano ridurre una discrezionalità dall'alto, volgare e rozza. La partecipazione deve passare attraverso la passione, la forza, e soprattutto la formazione e l'informazione.L'idea di una rete di Comuni per il bene pubblico è un tentativo di dare rappresentanza a nuove soggettività politiche che siano in grado di mettere in comunicazione le quattro forme della democrazia. Significa far partire dal basso questioni di portata universale. Far sì che i Comuni possano diventare laboratori come quello di De Magistris a Napoli, che ha lanciato l'esempio sull'acqua e sull'applicazione del referndum sull'acqua.

Stella Spinelli

Parole chiave: crisi, euro
Categoria: Politica, Economia
Luogo: Italia