"Erano trattati come animali", sono le parole di Akram Naeem, uno degli agenti della polizia che hanno partecipato, lo scorso lunedì notte, al raid che ha liberato numerosi bambini ricoverati per problemi di droga nella struttura a Karachi.
I ragazzi trovati nel seminterrato della scuola venivano tenuti in condizioni disumane e picchiati regolarmente. Al momento dell'irruzione delle forze di polizia, molti di loro erano legati ed ammanettati a delle sedie.
Azmat Ullah, uno studente di 17 anni, da tre mesi nella madrassa, ha testimoniato di aver subito ogni giorno percosse con dei bastoni.
Il capo della federazione delle madrasse pachistane, Hanif Jullandhri, ha espresso alla televisione Express una condanna dei fatti di Karachi, sostenendo che la struttura non era registrata.