15/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Italia in recessione, giù le stime del Pil

Sull'eurozona cade "l'inverno della recessione" che "in Italia è iniziata prima e risulterà più marcata". Lo rileva il centro studi di Confindustria, che prevede un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera. Le stime per il 2012 sono state tagliate dal +0,2 al -1,6 per cento, per il 2011 dal +0,7 al +0,5 per cento.

Peanti le ricadute sull'occupazione. Se si guarda al tempo pieno, sono 766mila i posti di lavoro persi da inizio 2008 (con un recupero dopo il picco negativo di un milione e 115mila toccato nel terzo trimestre 2010), ma con l'occupazione di nuovo in calo dal 2012 - stimano gli economisti di via dell'Astronomia - saranno 957mila a fine 2013.

Secondo il centro studi, "le condizioni del mercato del lavoro italiano sono in deterioramento". Dopo un aumento dell'occupazione quest'anno (+0,9 per cento calcolato), "nel 2012 è atteso un calo dello 0,6 e nel 2013 dello 0,2 per cento, anche se nel corso del 2013 le variazioni congiunturali torneranno positive".
La flessione di attività nella seconda parte di quest'anno "ha interrotto il rilancio della domanda di lavoro" che "era iniziato a fine 2010". Pesa il rischio, con il calo dei livelli di attività previsto fino a metà 2012, che "il grado di reintegro dei cassintegrati scenda sotto i valori finora osservati". Con la recessione si "riducono significativamente" gli spazi per "il trattenimento dei lavoratori da parte delle imprese".