Sono ripresi stamani nel cuore del Cairo, e soprattutto in piazza Tahrir, gli scontri tra forze di sicurezza egiziane e manifestanti: lo hanno riferito fonti giornalistiche presenti sul posto, secondo cui la folla è tornata ad attaccare in massa le postazioni dei soldati, che sono stati costretti a ritirarsi dietro a un muro in cemento eretto in fretta e furia nel pomeriggio lungo la strada che conduce agli uffici governativi principali. I dimostranti hanno preso a scagliare bottiglie incendiarie e pietre oltre la barriera, mentre erano a loro volta tempestati con sassi e petardi. Con i due morti di stamani è salito ad almeno dodici il numero delle vittime accertate. Sembra intanto non aver scampo uno dei luoghi più importanti per la cultura e la storia egiziana, l'Istituto d'Egitto. I documenti ivi contenuti sono andati parzialmente distrutti dall'incendio divampato per quasi 24 ore. I testi sono una preziosa eredità della spedizione napoleonica del 1798. 'Description de l'Egypte', curata dai 150 studiosi e ricercatori che Napoleone portò al suo seguito per sviluppare la conoscenza della storia del Paese. Il ministro della cultura, Shaker Abdel Hamid, definendo la distruzione dei manoscritti e di quelle opere "una catastrofe per la scienza", ha annunciato la formazione di una commissione di specialisti per il restauro dei libri che è ancora possibile salvare.