In Sri Lanka vacilla la tregua e riprendono i bombardamenti, con almeno 800 morti da gennaio
Manca solo una dichiarazione ufficiale, ma la guerra nel nord e nell’est dello
Sri Lanka è ripresa. Il cessate il fuoco dichiarato nel febbraio 2002 da entrambe
le parti in conflitto, ribelli delle Tigri per la liberazione della patria tamil
(Ltte) ed esercito governativo, è stato violato ripetutamente da novembre a oggi,
con almeno 800 vittime, di cui molti civili. Un
altro segno dell’aggravarsi della situazione è arrivato ieri quando la Finlandia
ha deciso di ritirare i suoi membri dalla missione di monitoraggio della tregua
(Slmm), costituita da osservatori di cinque Paesi del Nord Europa. Per gli stessi
motivi di sicurezza, la Danimarca ha detto che potrebbe fare altrettanto. Ciò,
del resto, accontenta le Tigri, che avevano chiesto agli osservatori di andarsene
entro il primo settembre prossimo, dopo che l’Unione Europea li aveva definiti
“terroristi”.
Tornano i bombardamenti. I ribelli delle Tigri tamil oggi hanno attaccato alcune postazioni
dell'esercito vicino al porto di Trincomalee, nell'est dello Sri Lanka.
Le Tigri hanno lanciato mortai contro le basi militari, un giorno dopo
l'attacca a una nave di soldati che stava entrando nel porto.
Il sito filoribelle Tamilnet dice che 4 soldati sono stati uccisi
nell'attacco, ma non ci sono conferme ufficiali.
L'agenzia stampa Associated Press cita una fonte medica che parla di un
civile ucciso e 13 feriti. Mentre l'esercito cingalese dice di aver ucciso almeno
40 guerriglieri.
Da
giovedì scorso, inoltre, l’aviazione cingalese ha bombardato una
zona controllata dalle Tigri nel distretto di Trincomalee, città
portuale del nord-est, dove il conflitto si consuma dai primi anni
Ottanta, con diversi morti e feriti. Ne sono seguiti scontri,
esplosioni, lanci di mortai, un attacco a una nave militare.
“Ormai i bombardamenti nella zona di Muttur avvengono di frequente”, ci dice
al telefono Giovanna Fortuni, capo progetto per il Vis, ong dei salesiani che
sta costruendo un centinaio di case nel distretto di Trincomalee. “Di solito sono
mirati a obiettivi che riguardano i ribelli, ma questa volta pare che ci sia una
disputa intorno a una fonte d’acqua”. Il governo avrebbe bombardato perché i ribelli
avevano bloccato il canale di Mullaitivu, che porta acqua ai campi dei contadini
cingalesi della zona, ma non è chiaro come siano andate veramente le cose. Secondo
il portavoce delle Tigri gli
attacchi aerei sarebbero ingiustificati, un vero e proprio “atto di guerra”, .
Emergenza sfollati. Ormai sembra essere rimasta solo la Norvegia a cercare la mediazione in un conflitto
che solo nel 2006 ha causato 67mila sfollati. E’ il dato fornito da Antonio Guterres,
Alto commissario Onu per i rifugiati, che recentemente ha concluso una visita
nel martoriato nord-est del Paese asiatico. Altre 3500 persone sarebbero fuggite
con barche di pescatori nel Tamil Nadu, stato meridionale dell’India, che si affaccia
sullo Sri Lanka. Secondo Egeland l’unica possibilità di far tornare i profughi
a casa è il ritorno alla pace, che adesso però sembra più lontana che mai.