20/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Un documentario svela: i cecchini avevano bin Laden nel mirino, ma nessuno ordinò di sparare
“Nel 2003 e nel 2004 abbiamo avuto Osama bin Laden nel mirino. Il cecchino ha detto: Ho bin Laden”. Ma chi poteva autorizzare il cecchino a sparare, non l'ha mai fatto. Sono le parole di un anonimo soldato francese, contenute nel documentario 'Bin Laden, i fallimenti di una caccia all'uomo', prodotto dai giornalisti e Eric de Lavarene e Emmanuel Razavi.

Osama bin LadenGli episodi, secondo il resoconto dei giornalisti, sono avvenuti in Afghanistan a sei mesi di distanza e hanno visto protagoniste le truppe scelte francesi, circa 200 uomini che operano al confine con il Pakistan sotto il diretto comando degli Stati Uniti. I cecchini francesi, quando hanno avuto Osama bin Laden nel mirino, hanno chiesto l'autorizzazione a sparare al comando statunitense. Ma il via libera non è mai arrivato, forse  perché la richiesta ha impiegato circa due ore a raggiungere quegli ufficiali che avrebbero potuto autorizzarla. La fonte anonima ha anche aggiunto che ci sarebbe stata “un'esitazione” nel dare l'ordine.

Un portavoce dell'esercito francese ha subito smentito la vicenda: “Non abbiamo mai avuto bin Laden nel mirino”. Ma sicuramente il documentario, che una televisione via cavo francese dovrebbe trasmettere nel prossimo marzo, è destinato a sollevare qualche dubbio. Nel filmato compaiono anche le interviste a diversi cittadini afgani, che hanno dichiarato di credere che gli Stati Uniti non siano interessati a trovare bin Laden, nonostante la taglia da 25 milioni di dollari che pende sulla sua testa. E gli autori sollevano un interrogativo: è possibile che il governo di Washington sia più preoccupato di conservare la stabilità (e, si suppone, le relazioni economiche) con il Pakistan, dove bin Laden gode di ampio sostegno, piuttosto che catturare il “nemico pubblico numero uno?”.
 
red