La Gran Bretagna si interroga sul rinnovamento del proprio arsenale di difesa nucleare
Continuare con la deterrenza nucleare sul modello della Guerra Fredda, o eliminare
la bomba atomica dal proprio arsenale? La Gran Bretagna si interroga sul proprio
futuro e al centro del dibattito c’è il Trident, il sistema missilistico di deterrenza
mediante missili montati su sommergibili nucleari, operativo da metà degli anni
Novanta. Il governo Blair lo vuole rimpiazzare con sommergibili di nuova generazione,
ma la maggioranza dei britannici è contraria. E al coro dei “no” ora si è aggiunta
una coalizione di un centinaio di personaggi pubblici tra cui leader religiosi,
attori, scrittori e scienziati, guidata dal celebre fisico Stephen Hawking.
Il progetto. Il governo Blair conta di arrivare all’approvazione definitiva del nuovo sistema
entro quest’anno, e stima che il progetto costerebbe in tutto 20 miliardi di sterline
(29,8 miliardi di euro): i nuovi sommergibili, tra l’altro, entrerebbero in funzione
non prima del 2020. Ma gli oppositori del nuovo scudo nucleare hanno calcolato
che, sommati i costi di gestione del sistema nei trent’anni in cui sarebbe operativo,
l’esborso totale sarebbe di 65 miliardi di sterline (97 miliardi di euro). La
coalizione guidata da Hawking chiede innanzitutto che il Parlamento rinvii il
voto sulla sostituzione del vecchio sistema, in modo da permettere lo svolgimento
di un dibattito più ampio. La fretta con cui il governo Blair ha approvato un
rapporto del ministero della Difesa in cui si affermava il bisogno di rinnovare
il sistema difensivo nucleare, secondo gli oppositori del progetto, ricorda quella
del dossier sulle armi di distruzione di massa che Saddam Hussein aveva “pronte
da usare in 45 minuti”. Secondo il ministro della Difesa Des Browne, la Gran Bretagna
deve mantenere le sue testate nucleari per le “minacce alle generazioni future”.
Maggioranza di contrari. Ma in definitiva la coalizione chiede al governo Blair di spendere quei soldi
in un altro modo, specie in un periodo storico in cui le minacce più gravi non
vengono da singoli Paesi ma da gruppi terroristici. “La guerra nucleare resta
la più grande minaccia alla sopravvivenza dell’umanità. Sostituire il Trident
renderebbe più difficile la riduzione del numero delle armi e aumenterebbe il
rischio. Sarebbe anche uno spreco completo di denaro”, ha detto Hawking. La coalizione
anti-nucleare comprende anche, tra gli altri, l’arcivescovo di Canterbury Rowan
Williams, il sindaco di Londra Ken Livingstone (chiede che quei soldi vengano
destinati a combattere l’effetto serra), la scrittrice Zadie Smith, l’attrice
Emma Thompson, il cantante Damon Albarn. I sondaggi hanno mostrato che il 60 percento
dei britannici è contrario al piano del governo Blair.