Elefthevia, una studentessa greca di antropologia e politica culturale sorride
ballando. “Attaccare l’Iran? Penso che sia orribile, non dovrebbe venire
permesso. Ma è tutto nelle mani dei governi USA e UK.”
L’unione nella diversità ci abbraccia: Palestinesi, Israeliani, Pakistani,
Africani, Irlandesi, Inglesi, Londinesi. C’è voglia di cambiare le cose, c’è
voglia di stare insieme.
Ho come il presagio che il Blair che accetta il ritiro delle truppe è lo
stesso che vuole muoverle qualche chilometro più in là. E se le truppe
tornano a casa, c’è un piano alternativo per l’Iraq?
Gli agenti di polizia guardano dal lato della strada rifiutandosi di
commentare.
“Dico ‘troops out’ perché persone sono uccise ogni giorno dalle bugie del
mio governo”, dice Maddy, Essex. “Credo che l’invasione dell’Iran sia
imminente, il progetto del Trident lo testimonia. La gente sembra non
realizzare, ma il governo sa che l’invasione dell’Iran sarà ne meno disastrosa
ne più legale della precedente. Non so cosa succederà. Vogliono invadere
tutto il Medio Oriente. Il movimento anti-guerra non deve cedere”.
Poi Trafalgar Square si copre di persone e speranze.