Il Pentagono rivede verso l'alto le cifre dei militari che abbandonano le armi. Nel 2006 sono stati oltre tremila
Le storie di alcuni di loro sono state prese ad esempio del malcontento crescente
verso la guerra in Iraq: soldati che tornavano a casa dal conflitto e scappavano
in Canada, o sparivano prima della chiamata al fronte, o si rifiutavano di combattere
una volta giunti in Iraq come Darrell Anderson, Jeremy Hintzman, Ehren Watada.
Ma i disertori dell'esercito statunitense si contano a migliaia. E come ha appena
riconosciuto lo stesso dipartimento della Difesa, sono più di quanti si pensasse.
Nuove stime. Secondo le cifre appena riviste dal Pentagono, l'anno scorso i disertori sono
stati 3.196, vale a dire 853 in più delle stime esistenti finora. Anche nel 2005
il numero era superiore a quanto annunciato, 2.543 invece che 2.011. In compenso,
negli anni precedenti era stata riportata una cifra maggiore rispetto all'effettivo
numero di soldati che disertavano. Per spiegare le inesattezze nei dati in questo
periodo, un portavoce dell'esercito ha detto che è parzialmente colpa degli attentati
dell'11 settembre 2001: l'aereo che colpì il Pentagono danneggiò anche il sistema
che gestiva quei dati.
Sempre più disertori. Comunque sia, la tendenza è verso un aumento dei casi di diserzione, man mano
che le guerre in Iraq e in Afghanistan si protraggono. Tecnicamente, un soldato
è considerato un disertore se lascia la sua postazione senza il permesso di un
superiore, abbandona la sua unità o non si presenta in servizio. I militari che
diventano “Awol” (
absent without leave, assenti senza permesso) diventano automaticamente disertori se non si fanno
rivedere entro trenta giorni. Una certa quota di disertori c'è anche in tempo
di pace, e l'attuale numero rappresenta comunque un tasso di diserzione inferiore
all'uno percento dei soldati in servizio attivo. Durante la guerra del Vietnam,
fanno notare gli ufficiali del Pentagono, in un solo anno (il 1971) disertarono
oltre 33mila soldati, il 3,41 per cento dell'esercito. Ma quella volta era in
vigore la leva obbligatoria, mentre oggi l'esercito è composto di soli volontari.