Dal governo Karzai infamanti accuse ad Emergency, Ong italiana. Da Roma, nessuna risposta
In risposta alle parole di Amrullah Saleh, riportate da Lorenzo
Cremonesi sul Corriere della Sera del 10 aprile, Emergency ha diffuso
questo comunicato stampa:
«… Emergency non è in
realtà una vera organizzazione umanitaria, bensì un
fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di Al Qaeda in
Afghanistan…. Un talebano si denuncia alla polizia, non si cura per
permettergli poi di riprendere le armi contro di noi, contro i nostri
alleati, contro la Nato, contro gli italiani».
Amrullah Saleh è il capo dei servizi di sicurezza afgani. L'uomo forte di Kabul.
Più potente forse dello stesso governo Karzai. E ancora più del presidente, espressione
di Washington. Era lui, infatti l'ufficiale di collegamento tra Washington e l'alleanza
del Nord di Massud. Saleh era l'anello di una congiunzione mai avvenuta tra la
Cia e il principale avversario dei Talebani allora al potere a Kabul.
A queste parole Emergency risponde con un duro comunicato: "Queste parole, per
Emergency "costituiscono una conferma inquietante
della nostra preoccupazione che fosse in atto, attraverso l’illegale
sequestro di Rahmatullah Hanefi ad opera dei “servizi” afgani,
una operazione contro Emergency. Una ritorsione su destinatari
impropri per l’esito del sequestro Mastrogiacomo, che ha comportato
la liberazione di cinque detenuti, concordata tra Hamid Karzai e
Romano Prodi".
"Saleh - continua il comunicato di Emergency - nel decidere che cosa sia o no
un’organizzazione umanitaria, stabilisce che i suoi nemici non si
debbano curare, che si debbano lasciar morire. È questa la
cultura di un uomo influente e potente del «governo
democratico» di Karzai che l’Italia è impegnata a
sostenere. È questa l’idea di legalità di un sistema
giudiziario che l’Italia è onerosamente impegnata a
costruire in Afganistan".
Per parte nostra, ribadiamo che non
sarebbe pensabile un impegno di Emergency che non sia, come è
stato dal 1999 a oggi, rivolto a offrire assistenza sanitaria a tutti
coloro che ne hanno bisogno, solo in nome di questo bisogno, civili o
combattenti, in totale indifferenza verso appartenenze o divise.
Per Emergency – per chiunque,
pensiamo, umanitario o no, ad eccezione di Amrullah Saleh
un’assistenza sanitaria discriminata è semplicemente
assurda.
Questa sortita di un uomo importante
del governo Karzai diventa un elemento di valutazione circa la
presenza di Emergency in Afganistan e circa la sicurezza del nostro
personale internazionale.
Il Governo italiano si sente estraneo a
questo insieme di calunnie, minacce e accuse mosse dall’interno di
un «governo amico» a una ONG italiana riconosciuta dal
Ministero degli affari esteri?
Non ci sono proteste da muovere e
chiarimenti da richiedere all’ambasciatore afgano in Italia?
Non si vede in questa aggressione la
«verità disvelata» della detenzione in atto di un
cittadino afgano, collaboratore di Emergency, responsabile solo di
aver dato seguito a indicazioni ricevute dal governo italiano?"
EMERGENCY