Dal nostro inviato
Alessandro Grandi
Passeggiare per le strade del
centro di Caracas è pericoloso: qui la delinquenza prospera indisturbata. A Caracas
si rischia di
essere ammazzati per pochi dollari e questo aspetto non riguarda solo
i turisti, che sono pochi. Inimmaginabile avventurarsi da soli in quartieri che
non si conoscono o che sono considerati a rischio. I furti e le
rapine rendono questo Paese uno fra i più
insicuri del mondo.
Caracas. Nei quartieri poveri, che si adagiano
sulle montagne che circondano Caracas, la miseria è visibile:
case piccolissime ammassate una sull’altra con tetti in lamiera,
sporcizia e topi tutt’intorno. In questi
barrios l’acqua
potabile non sempre arriva e
ancora oggi si
può morire per una dissenteria.
La disoccupazione è altissima e i
volti delle persone lasciano intravedere una tristezza che
difficilmente si può riscontrare in altre capitali del mondo.
E non bastano i programmi voluti dal governo per portare aiuto a
questa gente. Un famoso proverbio dice: “Se un uomo ha fame non
gli dare del pesce, ma fa in modo che impari a pescare”. Questo in
Venezuela non sempre accade.
I petroldollari che riempiono le casse
della compagnia petrolifera statale, Pdvsa, sono in gran parte
utilizzati come sussidio per la popolazione più indigente. Ma questo non sempre
è un bene. I poveri aspettano la beca
(uno stipendio mensile fornito dallo stato) e non si danno molto da
fare per emergere dalla situazione tragica nella quale si trovano.
Per ottenere un
il sussidio statale ci si deve iscrivere ad uno dei tanti programmi
voluti da Chavez. Ce ne sono molti: quello per le madri senza lavoro
con dei figli a carico, quello per i disoccupati e via discorrendo. E
alla fine del mese si vedono code interminabili fuori dagli istituti
di credito: persone che, armate di pazienza e del proprio documento
di identità, si apprestano a ritirare il sussidio. Così
sono felici: nessuna fatica ma stipendio assicurato.
Non solo critiche. Alcuni programmi del governo qualcosa di
buono lo hanno anche fatto. Le ‘missioni’ volute da Chavez per
portare avanti la sua rivoluzione bolivariana, soprattutto quella
sanitaria perché le altre sono soprattutto di stampo
ideologico e poco pratico, sembrano funzionare abbastanza bene, anche
se i medici venezuelani non ne vogliono sapere di entrare a farne
parte: lavorare gratis non sempre è un favore che tutti sono
disposti a fare. Tutti i giovani dottori della missione
Barrio
Adentro (il programma sanitario per i poveri) che si trovano
all’interno dei
barrios per dare assistenza e istruire alla
prevenzione provengono da Cuba, paese con il quale il Venezuela ha un
eccellente rapporto.
Tutt’altra vita nei pochissimi
quartieri residenziali. Qui non sembra nemmeno di essere a Caracas. Non
una carta per terra, non un sacco dell’immondizia a vista, pochi
furti e moltissime guardie armate, vigili urbani e poliziotti a
vigilare per le strade. Non solo. In questi quartieri, El Hatillo,
Baruta e Chacao, tutto risplende e luccica. Giovani e non trovano da
queste parti qualche ora di serenità nei tanti locali notturni
o nei centri commerciali forniti di ogni bene. I palazzi lussuosi
hanno più di una guardia armata che vigila davanti alla porta
e il filo spinato sovrasta ovunque i muri di cinta. Spesso, molto
spesso, all’interno dei filo spinato posizionato sui muri passa
corrente elettrica, cosa che evidentemente scoraggia i malviventi.
Maracaibo. Se a Caracas la
situazione sembra davvero disastrata, a Maracaibo, stato di Zulia
vicino al confine colombiano, le cose non vanno meglio.
I pericoli
sono molti ed è davvero impensabile concedersi qualche ora per una passeggiata
nel centro storico della città
se non si è accompagnati da qualcuno del posto. Peccato perché
il centro storico, in stile coloniale, di Maracaibo è molto bello.
In questa città, la seconda per importanza del paese,
la fonte principale di sostentamento è il petrolio. Chi vive e
lavora nell’industria petrolifera è molto fortunato e fa
parte di quella porzione ristretta di popolazione che si può
permettere di vivere una vita dignitosa. Ma sono veramente pochi.
Tutti gli altri si arrabattano come possono, inventandosi talvolta
anche il lavoro che spesso coincide con il commercio di qualsiasi
bene, usato e non.
L'altra città. Ma la miseria vera si nota appena si mette piede
fuori dalla città: baracche di mattoni e lamiera, bambini
sporchi che camminano scalzi per le strade, giovani disoccupati che
bevono birra. Il livello igienico spaventerebbe anche uno
scarafaggio. Decine di cani randagi attraversano le strade in cerca
di qualcosa da mangiare. E anche qui, come a Caracas, sembra che la
politica sia solo una prova di forza fra i sostenitori di Chavez e
gli antichavisti. Dei poveri, dei diseredati, dei miserabili di questo
paese sembra che non importi nulla a nessuno: fanno comodo solo
quando si deve chiedere loro il voto.
Il Venezuela conosciuto per le sue
bellezze naturali, per le spiagge, per le bellissime donne, sembra che si trovi
dall’altra parte
del mondo.